Dopo la sosta il Napoli è pronto a mettere alle spalle il brutto ko contro la Sampdoria, e ritornare a vincere per recuperare il terreno perduto sulla Juventus. Il calendario propone un match insidioso contro la Fiorentina di Pioli, che aprirà un ciclo di ben 7 partite in 21 giorni con i due impegni di Champions League contro Stella Rossa (18 settembre a Belgrado) e Liverpool (3 ottobre al San Paolo) a consacrare la squadra di Carlo Ancelotti tra le big d’Europa. Gli ospiti arrivano al match di sabato pomeriggio a punteggio pieno grazie ai successi al cospetto di Chievo e Udinese, con la gara di Marassi contro la Sampdoria rinviata al 19 settembre. Le motivazioni degli azzurri saranno altissime, visto che la Fiorentina ha strappato ben 4 punti su 6 all’esercito di Maurizio Sarri rivelandosi una terribile bestia nera. Per conoscere i segreti della compagine viola è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Alessio Crociani, giornalista di www.violanews.com e Radio Blu.
Un mercato sul filo dell’equilibrio economico tra entrate e uscite. In più la società è riuscita a tenere i pezzi pesanti Chiesa, Veretout, Milenkovic, Pezzella, Benassi e Simeone, ai quali ha affiancato l’esperienza di Mirallas e la freschezza di Edimilson o Gerson insieme a tanti altri giovani di belle speranze (Lafont, Hancko e Norgaard). Si può dire che la Fiorentina sia uscita rinforzata dall’ultimo mercato estivo?
"Tecnicamente sì, non c'è dubbio. Finalmente Pioli ha delle alternative all'altezza e pure la squadra titolare - nonostante l'addio di Badelj - credo sia complessivamente più forte grazie agli innesti di Lafont, Gerson e Pjaca. Il rovescio della medaglia è la precarietà: troppi arrivi in prestito a condizioni che lasciano pensare ad un probabile addio l'estate prossima".
Pioli sembra aver già trovato la quadratura del cerchio. Stesso undici titolare contro Chievo e Udinese, ed un 4-3-3 che funziona a meraviglia con tante occasioni da gol create ed 1 sola rete subita in 180 minuti. Ti aspettavi un avvio così forte, con la Fiorentina potenzialmente a punteggio pieno con la Juventus avendo una partita da recuperare?
"Sinceramente no, anche se le avversarie non sono state esattamente irresistibili. La squadra per ora funziona, anche se resta qualche punto interrogativo sulla continuità di alcuni singoli (Gerson, Eysseric), le condizioni fisiche di altri (Pjaca, Mirallas) e la bontà della scelta di puntare su due portieri molto giovani come Lafont e Dragowski".
Quando si parla di grandi numeri 9 argentini in maglia viola, inutile nascondere che i ricordi viaggino diretti verso quel Gabriel Batistuta che tanto ha fatto sognare la città di Firenze. Con le dovute proporzioni, si può dire che il Cholito Simeone abbia tutte le carte in regola per fare quell’ultimo grande step verso la definitiva consacrazione? 14 reti alla prima stagione in maglia viola, e subito a segno all’esordio contro il Chievo: i numeri sembrano essere dalla parte di un attaccante fantastico che ha da poco compiuto 23 anni.
"Facile cadere nella tentazione del paragone, ma al momento Batistuta e Simeone - oltre alla maglia viola - hanno due sole cose in comune: la nazionalità e la voglia di arrivare. Sono due giocatori profondamente diversi per caratteristiche tecniche e in più credo sia controproducente caricare Giovanni di aspettative così pesanti. Mi acco
ntenterei se riuscisse a fare un quarto di quello che ha fatto Batistuta a Firenze".
Europa toccata con un dito e poi negata in extremis a causa di una giustizia sportiva lenta e macchinosa nell’emettere i propri verdetti. Dove può arrivare quest’anno la squadra di Pioli?
"La gestione del caso Milan è una ferita ancora aperta, ma può essere anche uno stimolo in più per fare bene in questo campionato. La squadra è stata progettata per centrare la qualificazione in Europa League. Non sarà facile vista la concorrenza, ma questa Fiorentina ha tutte le carte in regola per provarci".
Nella scorsa stagione la Fiorentina è stata la bestia nera del Napoli: unica squadra insieme all’Inter ad aver strappato punti sia all’andata che al ritorno contro la corazzata di Maurizio Sarri. Nel frattempo è cambiata la guida tecnica, e la squadra sta attraversando un fisiologico periodo di adattamento ai nuovi dettami tecnici del tecnico più vincente al mondo.
"Concordo, normale un periodo di assestamento quando cambi in maniera radicale la tua filosofia di gioco. Penso che sabato la Fiorentina troverà una squadra che concederà meno rispetto alla passata stagione".
Che partita ti aspetti?
"Molto diversa dagli ultimi Napoli-Fiorentina, gare solitamente molto belle, anche quando non sono arrivati i gol. Pioli è un allenatore che non prova vergogna a difendersi, mentre Ancelotti e la sua squadra hanno un solo risultato a disposizione: la vittoria. La Fiorentina si presenterà al San Paolo con gli sfavori del pronostico ma con la testa più libera".
Il Napoli ha mostrato di essere finora un diesel, carburando con il passare dei minuti dopo un avvio a marce basse. Può essere l’approccio giusto una delle chiavi della partita?
"Mi aspetto un approccio iniziale prudente. La Fiorentina di quest'anno, nonostante l'età media molto bassa, ha dimostrato di saper leggere bene le varie fasi della gara. Capisce quando è il momento di chiudersi dietro e quando è giusto provare ad aggredire l'avversario. Merito di Pioli, che comunque non credo abbia qualcosa da insegnare ad un maestro come Ancelotti...".
Un brutto ko prima della sosta per le Nazionali: un vantaggio o uno svantaggio affrontare un Napoli in cerca di riscatto?
"La cosa migliore, per la Fiorentina, sarebbe stata affrontare il Napoli prima della sosta, cercando di far leva sulle scorie della sconfitta di Marassi. Due settimane sono più che sufficienti per trasformare la delusione e le difficoltà in voglia di riscatto".
Per quanto riguarda le formazioni, quali potrebbero essere le novità più rilevanti? Lafont sarà out per infortunio. Veretout rientra dopo le due giornate di squalifica: più probabile vederlo da play o da mezzala? Sono maturi i tempi per vedere anche Mirallas entrare nelle rotazioni?
"Lafont sarà sostituito da Dragowski, una preoccupazione non da poco se si considerano i disastri combinati dal polacco nella passata stagione. A fare spazio a Veretout - che credo vedremo come play basso dopo il lavoro svolto in tutto il pre campionato - sarà uno tra Edimilson Fernandes e Gerson. Mirallas penso che al momento possa rappresentare una buona carta da giocarsi a gara in corso. Dall'inizio, insieme a Chiesa e Simeone, partirà uno tra Eysseric e Pjaca".