Napoli Calcio

Verso Napoli-Atalanta | In esclusiva le parole di Fabio Gennari, giornalista del noto portale bergamopost.it «Insigne è l'avversario più pericoloso per la difesa orobica»

«L'assenza di Hysaj potrebbe favorire incursioni e cross del Papu Gomez»

di Giovanni Minieri


Dopo un avvio strepitoso, il Napoli affronterà prima della sosta la sua nemesi: quella bestia nera che nella scorsa stagione si è rivelata dura e coriacea portando a casa ben 6 punti su 6. I partenopei non riuscirono mai trovare la via della rete (0-1 a Bergamo, 0-2 al San Paolo), nonostante la miglior linea offensiva del campionato ed un bottino complessivo di 115 reti in tutte le competizioni.
Il gruppo ha tanta voglia di rivalsa, non vuole assolutamente sporcare una striscia di vittorie meravigliosamente immacolata fin dalla lezione impartita al Nizza da Mertens e Jorginho, ed è pronto a vivere una serata di festa. Per analizzare l’evoluzione della compagine orobica, magistralmente guidata da Gian Piero Gasperini in Europa League dopo 26 anni di attesa, abbiamo contatto in esclusiva per i nostri microfoni Fabio Gennari, giornalista di punta del portale BergamoPost

Ritorniamo per un attimo alla scorsa stagione. Una partenza shock con 3 punti in 5 gare con tanti tentativi di trovare il giusto vestito per l’Atalanta. Il successo contro il Napoli fu il crocevia: dentro giovani come Caldara, Spinazzola e Petagna al posto di calciatori più navigati con la squadra che trovò la quadratura del cerchio con il 3-4-3. Che differenza c’è rispetto all’Atalanta attuale?

“La principale differenza rispetto alla scorsa stagione, è che l’Atalanta attuale può già definirsi una squadra vera. Nell’ultimo week-end abbiamo assistito ad una sconfitta a dir poco folle contro la Roma: fa male ritrovarsi con 0 punti in classifica dopo aver concluso 11 volte verso la porta capitolina, mentre Kolarov ha capitalizzato al massimo l’unico tiro diretto verso Berisha. Domenica va in scena un’altra sfida impossibile, sia perché il Napoli è molto più forte e consapevole dei propri mezzi rispetto alla scorsa stagione, sia per le inevitabili distrazioni causate dal sorteggio di Europa League che vedrà squadre molto blasonate lungo il cammino della compagine di Gasperini. Giocare nella bolgia del San Paolo non è semplice per nessuno, ed i partenopei difficilmente sprecheranno la grande opportunità di ritrovarsi dopo la sosta in vetta alla classifica a quota 6 punti. Il tecnico nerazzurro potrà contare su tutto l’organico a disposizione (compreso Spinazzola che dovrebbe tornare nei ranghi), anche se dopo aver perso calibri pesanti come Conti e Kessie resta qualcosina da sistemare. Mi aspetto una squadra che giocherà a viso aperto, pur conscia che il risultato dipenderà quasi esclusivamente dal Napoli”.

Un quarto posto che sa di storia, miglior piazzamento nella storia del club con tanta voglia di riprendere a viaggiare per l’Europa dopo 26 anni. Cha atmosfera c’è e che entusiasmo si respira in città?

“Bergamo è letteralmente impazzita dopo il sorteggio di Montecarlo. Se da un lato c’è un po’ di tensione per un girone che molti si auspicavano più agevole, dall’altro la voglia di misurarsi con i grandi squadroni europei è enorme come dimostrano i tanti voli già prenotati per raggiungere Liverpool e Lione. Curiosamente, lo stadio della squadra guidata da Bruno Genesio sarà anche scenario della finale prevista per il 16 maggio. Molto più abbordabile sulla carta la sfida contro i ciprioti dell’Apollon Limassol, all’interno di un gruppo che può nascondere insidie. È un peccato non poter giocare a Bergamo, ma sono convinto che anche al Mapei Stadium ci sarà una straordinaria cornice di pubblico per spingere i nerazzurri in una nuova dimensione attesa da tantissimo tempo”.

Kessie e Conti sostituiti da Cristante e Hateboer già in rosa. Ottima la prestazione di Palomino al posto di un Caldara non al top, mentre il ’94 Gosens all’esordio in Serie A non ha sfigurato contro Defrel in attesa di risolvere la grana Spinazzola. Che valutazione dà della prima Atalanta 2017/18?

“Ritengo che il sostituto naturale di Kessie sia in realtà De Roon, appena ritornato dalla parentesi oltremanica vissuta con la maglia del Middlesbrough. Gosens, così come gli altri ragazzi, ha bisogno di tempo per assimilare i meccanismi di Gasperini. Ilicic rappresenta invece un valore aggiunto, poiché rappresenta quel ricambio di qualità mancato totalmente nel corso della stagione scorsa. Allo stesso modo non va dimenticato il talento di Orsolini, un giovane interessante alla prima stagione in Serie A. Credo che tra 3 mesi si inizierà a vedere  una grande Atalanta, e visto il mercato interlocutorio di tante squadre non escludo che gli orobici potranno galleggiare nella parte sinistra della classifica, con un occhio sempre rivolto alle posizioni europee”.

r />
Linee strette e compatte, marcature a uomo e polmoni d’acciaio. Sarà questa la linea per opporsi al calcio verticale del Napoli?

Come ha detto Gasperini, l’unico modo per fermare il Napoli è chiudere l’intera squadra nello spogliatoio! Impedire agli azzurri di giocare e costruire gioco potrebbe essere la chiave del match. Per riuscirci esistono soltanto due modi: mantenere il possesso palla ed evitare di abbassarsi troppo. È evidente che pur mantenendo le linee strette, se si gioca costantemente all’interno dei propri 25 metri il rischio di prendere un violento ceffone è sempre dietro l’angolo. Come nella gara dello scorso anno al San Paolo, bisognerà avere il baricentro alto. Non a caso il gol del 2-0 giunse in ripartenza da calcio d’angolo a sfavore: fulmineo contropiede con ben 4 calciatori in campo aperto, e Caldara liberato a pochi metri da Reina per la deviazione vincente. Sarà fondamentale chiudere il primo tempo sullo 0-0, per poter sperare di tornare dall’impianto di Fuorigrotta con un risultato positivo.

Quale calciatore del Napoli temi particolarmente per le sue caratteristiche tecniche?

“Personalmente mi auguro che Sarri opti per Milik al centro dell’attacco, poiché darebbe vita ad un duello ad armi pari con Palomino. Diversamente, con i tre tenori in campo fin dal primo minuto sarebbe tutto molto più complicato. Stravedo per Zielinski, che entra di diritto tra i 3-4 centrocampisti più forti d’Europa, anche se ritengo Lorenzo Insigne il peggior avversario da marcare per la retroguardia orobica. Trovare un punto debole a questo Napoli è davvero complicato: concede però qualcosa dietro e l’Atalanta dovrà essere brava e cinica per sfruttare le poche occasioni di cui disporrà per far male”.

Hysaj squalificato, ci sarà Maggio sul raggio d’azione del Papu Gomez. Toccherà a lui inventare qualche giocata importante?

“L’assenza di Hysaj è un’ottima notizia, perché si tratta di un calciatore che a me piace moltissimo. È il classico cagnaccio che ti morde le caviglie in qualsiasi zona del campo, mentre Maggio manca di velocità, fisicità e copertura rispetto al compagno di reparto albanese. Se il Papu riesce a vincere tale duello con continuità, può mettere palle importanti da sfruttare con intelligenza all’interno dell’area piccola. Non a caso il fuoriclasse argentino è stato il miglior crossatore nell’ultimo match, e dai suoi piedi possono nascere traiettorie interessanti che il centravanti di turno (Petagna o Cornelius) dovranno sfruttare a dovere perché contro una grande squadra come il Napoli ogni errore può essere fatale. L’attaccante danese ex Copenaghen è fisicamente molto robusto, cerca molto di più la porta rispetto a Petagna ma deve ancora comprendere tante dinamiche del calcio italiano. In prospettiva può essere molto interessante anche il ’97 Luca Vido: ha corsa, potenza, senso del gol ed ha sempre fatto intravedere ottime doti quando è stato chiamato in causa.  Tra le armi di Gasperini figura anche il potere desequilibrante (come direbbero in Spagna) di Ilicic, sempre in grado di imprimere il proprio marchio quando le gare diventano complicate”.   

Resta qualche rammarico per non essere riusciti a mantenere per almeno una stagione i vari talenti che si sono succeduti in maglia nerazzurra, o è tutto parte delle linee guida dettate dal presidente Percassi?

“Non c’è alcun rimpianto, perché sono strategie di mercato che fan parte della storia dell’Atalanta. Nel caso di Kessie, c’erano già alle spalle calciatori come Cristante e Freuler pronti a raccoglierne l’eredità, per cui l’addio è stato relativamente meno doloroso. Poi c’è la storia dei prestiti biennali, come il caso di Spinazzola, dove bisogna purtroppo ricorrere a lunghi braccio di ferro per mantenere il calciatore in organico. Attraverso le cessioni di Caldara, Kessie, Gagliardini e Conti (comportatosi in maniera alquanto opinabile per andar via da Bergamo) l’Atalanta ha incassato ben 110 milioni spalmati nei prossimi 4 esercizi. Per una realtà come la nostra con un monte ingaggi di poco superiore ai 30 milioni, e che allo stesso tempo incassa dai diritti televisivi circa 35 milioni, poter contare su 110 milioni equivale a garantirsi tre salvezze in una sola stagione. Senza contare che l’Atalanta ha speso 40 milioni in questa sessione sul mercato e sta lavorando allo stadio nuovo, i cui lavori dovrebbero partire entro la prossima estate. Viviamo una favola che proveremo a non far mai finire”.    


sabato 26 agosto 2017 - 13:17 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Napoli Calcio