Ultime chance per scongiurare la privatizzazione delle risorse idriche. Questo pomeriggio, infatti, il consiglio comunale di Castellammare dovrà decidere sul passaggio dall’Asam alla società privata Gori S.p.A.. Un consiglio che si preannuncia infuocato al quale sarà presente anche il padre comboniano Alex Zanotelli che dovrebbe formulare ai consiglieri un ultimo accorato appello per la ripubblicizzazione dell’acqua. Intanto un congruo gruppo di consiglieri, tutti impegnati nel Comitato stabiese per la difesa dell’acqua, ha redatto una mozione sul trasferimento delle risorse idriche che presenterà quest’oggi all’assise cittadina. “L’acqua è fonte insostituibile di vita e patrimonio dell’umanità e di tutti gli esseri viventi – si evince dal documento –. In seguito alla legge 36/94 in gran parte d’Italia e nella nostra città è in corso di svolgimento un processo di dismissione da parte degli enti locali delle aziende che gestiscono le risorse idriche. La collettività è preoccupata che, con l’entrata dei privati nella proprietà e gestione degli costituiti ATO, si stravolga il comune convincimento che l’acqua sia un bene inalienabile e diventi una merce soggetta a logiche di mercato, con un danno per i cittadini stabiesi e per l’ immagine della nostra città denominata “città delle acque”. Pertanto, preso atto che sulla necessit
à di ripubblicizzare l’acqua è aperta un’importante discussione in cui è coinvolto il variegato mondo delle associazioni e la Camera dei Deputati nella seduta del 30 maggio scorso si è espressa sul problema della gestione ed ancora la Corte di Giustizia Europea ha definito l’incompatibilità delle società miste nella gestione delle risorse idriche, chiediamo che l’amministrazione comunale sospenda la procedura in corso di passaggio al servizio idrico integrale dall’Asam alla Gori”. Sulla questione anche l’Unicons è chiara: “la Camera – riferisce Luigi Conte, presidente dell’Unione Consumatori di Castellammare – ha approvato l’emendamento al disegno di legge Bersani che prevede che siano sospesi tutti gli affidamenti a soggetti privati, compresi quelli attualmente in corso”. Ma Conte pone l’accento anche sulla questione lavoratori: “il personale Asam, con il subentro della Gori, verrebbe pesantemente penalizzato. La società privata ha già dichiarato di non aver bisogno del direttore della partecipata stabiese e in più all’Asam sono bloccate assunzioni e avanzamenti di livello, mentre la Gori continua ad assumere”. Infine, proprio i tecnici dell’Asam si dicono dispiaciuti per una possibile privatizzazione: “temiamo il passaggio alla Gori – dicono –. Anche noi, così come i cittadini stabiesi, potremmo avere problemi”.