“Dimissioni sì, ma solamente se ciò gioverà alla città!”. Così aveva commentato alcuni giorni fa il sindaco Giuseppe Cuomo in merito al clima di tensione in cui versa politicamente la sua Sorrento. Indagini continue, assessori e funzionari comunali a rischio per irregolarità presunte nella gestione della cosa pubblica. Un clima certamente non propizio allo svolgimento delle attività e dei programmi che il rieletto sindaco si era posto un anno fa appena. Al terremoto politico creatosi con le dimissioni dell’assessore Apreda per un caso di mazzette legate ai servizi cimiteriali è seguito il caso Giammarino, il funzionario poi riammesso dopo sentenza del giudice in merito allo scandalo scuolabus. A quanto pare non c’è serenità, nemmeno in tempo di gloria per la città che ha strappato a Capri il premio Biagio Agnes - se pur a suon di 80.000 euro di soldi pubblici per finanziare l’evento. Giuseppe Cuomo non appare più tranquillo nello svolgimento del mandato popolare di cui è espressione per la seconda volta. Interviene oggi anche la restante ala politica di centrodestra sorrentina, con Fratelli d’Italia che ha dato voce al malcontento generale attraverso il giovane coordinatore regionale e dirigente nazionale FDI-AN Davide Infuso. «Crediamo che il Sindaco Cuomo sia da un anno oggetto di attacchi, politici e non, insieme alla sua giunta, da parte di sciacalli della politica che non pens
ano al bene del paese, ma solo ad ottenere una posizione politica non riconosciuta dai cittadini alle ultime elezioni» ha dichiarato Davide Infuso. «La decadenza di Sorrento è sotto gli occhi tutti, la trascuratezza e la poca gestione della vita ordinaria del paese è palese, ma le colpe non sono esclusivamente del Sindaco. È difficile - continua Infuso - operare e fare scelte il un clima di diffidenza, cattiveria e violenza politica come quella che si è creata a Sorrento. Le numerose denunce anonime testimoniano come vili personaggi si nascondano dietro l’anonimato pur di gettare fango sulla città, mettendo in difficoltà non solo l’amministrazione, ma le attività stesse del paese, facendo bloccare la macchina amministrativa anche sotto il profilo burocratico dalla magistratura. In queste condizioni chiunque non riuscirebbe ad operare e questo i cittadini devono saperlo. Chi oggi ne chiede le dimissioni non capisce che continua ad avallare questo modo di fare politica dal quale noi ci distacchiamo totalmente. Oggi, come in passato, non condividiamo alcune scelte politiche fatte dal primo cittadino, ma non per questo ci permettiamo di condannarlo, perché a giudicare questa amministrazione devono essere i cittadini. Lo scontento c’è e si percepisce in ogni angolo della città, ma la situazione è ancora aperta. Questa amministrazione può e deve dimostrare di cosa è capace» conclude Davide Infuso.