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Sarno, la nuova crociata di Borrelli: in barca per mappare gli scarichi

Il deputato Avs mette nel mirino le criticità ancora presenti nel bacino del fiume, mentre prosegue il grande piano di risanamento avviato con Regione, Ente Idrico Campano e Gori.


Una mattinata trascorsa in barca, tra acque maleodoranti e liquami, per continuare a mappare gli scarichi lungo il Rio Foce, affluente del Sarno. Francesco Emilio Borrelli torna a puntare i riflettori sul fiume più discusso della Campania e lo fa ancora una volta navigandolo direttamente, insieme agli attivisti, per documentare quello che accade lungo i suoi corsi d'acqua.
«Abbiamo passato la mattinata su un lontro per completare la mappatura degli scarichi sul Rio Foce affluente del fiume Sarno», racconta il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. Un sopralluogo che, nelle sue parole, restituisce un quadro tutt'altro che rassicurante: «Abbiamo navigato tra liquami e fetore».
La nuova uscita sul campo si inserisce nella campagna che Borrelli sta portando avanti da settimane sul Sarno, trasformato in uno dei principali temi della sua attività politica e di denuncia. Video, sopralluoghi e segnalazioni vengono utilizzati per accendere l'attenzione sulle condizioni del fiume e degli affluenti e per individuare i punti nei quali potrebbero esserci scarichi da verificare.
E questa volta la mappatura dovrebbe trasformarsi anche in un nuovo passaggio giudiziario. «L'avvocato Fabio Armano procederà alle nuove denunce alla procura della repubblica», annuncia Borrelli.
Il fronte del Sarno, dunque, torna ad allargarsi. Da una parte ci sono gli interventi infrastrutturali messi in campo negli ultimi anni per affrontare una delle emergenze ambientali storiche della Campania. Dall'altra resta la necessità di continuare a controllare il territorio, individuare le criticità e verificare che il percorso di risanamento produca effetti concreti lungo l'intero bacino.
È in questo scenario che si inserisce Energie per il Sarno, il programma nato diversi anni fa dalla collaborazione tra Ente Idrico Campano, Gori e Regione Campania per eliminare gli

scarichi in ambiente, completare il sistema fognario e collettare alla depurazione i reflui ancora dispersi nei corsi d'acqua.
Un'opera complessa, fatta di collettori, reti fognarie e interventi sui sistemi di depurazione, che negli ultimi anni ha consentito di chiudere numerosi scarichi e di collegare alla rete fognaria e depurativa migliaia di cittadini.
Il risanamento del Sarno, insomma, non parte da zero. Al contrario, è il risultato di un percorso lungo e costoso che ha già prodotto cambiamenti importanti nel bacino e che punta, attraverso la progressiva eliminazione degli scarichi non depurati, a restituire qualità alle acque del fiume e del litorale interessato dalla sua foce.
Ma il lavoro non è ancora terminato. E proprio le immagini del Rio Foce rilanciate da Borrelli riportano al centro della scena il problema dei controlli e degli eventuali scarichi ancora da individuare o regolarizzare.
La sua scelta è quella di portare la denuncia direttamente sull'acqua. Una modalità ormai diventata una sorta di marchio della sua battaglia sul Sarno: salire su una barca, percorrere i canali, mostrare le condizioni dei corsi d'acqua e raccogliere elementi da sottoporre alle autorità.
Il punto politico sollevato dal deputato è chiaro: il recupero del Sarno non può essere considerato concluso finché esistono tratti del reticolo fluviale che presentano criticità e finché resta il sospetto della presenza di scarichi irregolari.
Il grande progetto di risanamento procede, ma Borrelli vuole mantenere alta la pressione. E così, mentre proseguono gli interventi per cancellare gli scarichi e riportare i reflui alla depurazione, la sua campagna continua a seguire il fiume centimetro dopo centimetro.
Questa volta la rotta passa per il Rio Foce. La prossima tappa, annuncia Borrelli, sarà la Procura della Repubblica.


mercoledì 2 settembre 2026 - 19:24 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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