«I container erano a malapena sopportabili nell'Irpinia del dopo-terremoto del 1980: pensare che, oggi, il sindaco Varone voglia far accomodare i nostri figli tra quattro lastre di acciaio per chissà quanto tempo, in attesa che si completino i lavori di ricostruzione della scuola “de Curtis”, è una scelta scellerata».
A dirlo è l'ex consigliera comunale di Sant'Antonio Abate e leader del gruppo «Oltre», Donatella Donadio.
«Bene hanno fatto i consiglieri di minoranza e in particolare Mario Abagnale a contestare duramente in Consiglio questa scelta folle dell'Amministrazione – aggiunge –. Folle per i costi e soprattutto per l'inutilità: ci sono altri modi per mettere in sicurezza l'istituto con mino
r esborso di risorse pubbliche».
«Soldi sprecati e tempo perso – prosegue la Donadio – da parte di Varone che dovrebbe farsi una ripassata del programma elettorale che l'ha portato alla vittoria. Mantenga gli impegni, non crei emergenze dell'ultimo minuto».
«Peraltro, se davvero la scuola è in condizioni così critiche – conclude – mi chiedo perché, essendo il sindaco la massima autorità sul territorio, non la chiuda immediatamente. Invece, la lascia aperta, facendola frequentare dai nostri figli, mettendoci però in continuo allarme. Delle due l'una: o la struttura non è pericolante, o il sindaco non si rende conto del pericolo e quindi è inadatto al ruolo».