Centro Abatese: Città Metropolitana di Napoli boccia la variante presentata dal comune. E’ questo in sintesi il contenuto della determinazione, firmata dall’architetto Luigi Saviano lo scorso 5 dicembre, con la quale viene sostanzialmente decretato lo stop alla manovra presentata dall’ente di piazza Giovanni Paolo II. Nello specifico, il niet opposto dalla Città Metropolitana si riferisce alla variante al piano regolatore generale cittadino che ottenne il via libera nel consiglio comunale dello scorso 19 maggio. Nello specifico, l’ente municipale aveva approvato la realizzazione in via Casa Palomba di un nuovo polo per le attività ambulatoriali di recupero, rieducazione funzionale e riabilitazione con il conseguente trasferimento del vecchio centro di via Stabia di Sant’Antonio Abate. Il progetto prevede la realizzazione nell’area di via Casa Palomba di due corpi di fabbrica con ambienti destinati alla cittadinozione oltre che alla direzione societaria e agli uffici amministrativi. Obiettivo dichiarato dall’amministrazione D’Amora quello di realizzare un centro di riabilitazione e recupero handicap al fine di offrire alla popolazione locale e all’intera Asl Na 3 Sud la disponibilità di una struttura sanitaria convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale, in grado di offrire i più moderni standard qualitativi. Tuttavia, l’area che avrebbe dovuto accogliere
il polo, stando alla strutturazione del piano regolatore, ricadeva su suolo agricolo; componente quest’ultima che ha richiesto una variante ad hoc per permettere l’edificazione. Una scelta che in estate, con specifica determina, il settore Urbanistica guidato dall’architetto Pasquale Aprea aveva giustificato in termini logistici e funzionali, dal momento che la nuova struttura avrebbe garantito, oltre a prestazioni sanitarie e ambulatoriali di primo livello, anche un apporto decisivo in termini di decongestionamento del traffico cittadino. Una manovra che, però, non ha incassato parere favorevole tra i quadri dell’ex Provincia di Napoli. “La variante indicata – specifica la nota dell’ente di Piazza Matteotti – adottata dal consiglio comunale di Santa Maria la Carità non è da considerarsi coerente alle strategie individuata dall’amministrazione provinciale di Napoli, in quanto non è motivata la scelta di utilizzare suolo agricolo laddove il vigente Piano Regolatore individua zone destinate ad attrezzature pubbliche e di interesse comune potenzialmente ancora utilizzabili in perfetta compatibilità urbanistica con il progetto presentato”. Dopo la bocciatura, dunque, al comune resta un’unica strada: ricorso al Tribunale Amministrativo della Campania o, in alternativa, presentare istanza straordinaria al Presidente della Repubblica entro il mese di aprile.