Movida nella città mariana. Nuove fasce orarie da rispettare per i locali notturni. L’intrattenimento musicale potrà essere promosso dal lunedì al giovedì dalle ore 20 alle 24. Leggero strappo alla regola nei weekend; il limite massimo consentito è stato spostato alle 2. Queste in sintesi sono le nuove disposizioni contenute nell’ordinanza firmata dal sindaco facente funzioni Pietro Orsineri che commenta: «Ho ritenuto necessario apportare delle modifiche al regolamento comunale, per la disciplina delle attività rumorose, in considerazione delle esigenze espresse dagli operatori commerciali». L’annuncio dell’ordinanza è partito dal Comune lo scorso 1 aprile con due mail, la seconda delle quali contente una rettifica alla prima. E’ stato fatto un “pasticcio” con le date riportate per l’entrata in vigore della nuova ordinanza. Nella prima mail inviata da palazzo De Fusco è stato indicato il periodo compreso tra il 1 aprile e il 30 ottobre prossimo come quello utile per l’applicazione delle nuove regole in materia d’intrattenimento musicale notturno. Ma nell’ordinanza si legge però a chiare lettere che le nuove indicazioni entreranno in vigore soltanto dal prossimo 30 aprile. Da palazzo De Fusco si sono accorti dell’errore troppo tardi e non hanno potuto raddrizzare il tiro perché gli uffici comunali erano già chiusi, incluso quello del protocollo. Di conseguenza non è stato possibile fare subito una nuova ordinanza “riparatrice”. La confusione sulle data è costata cara a due locali del centro citta
dino, sanzionati dagli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di via Sacra per aver sforato il limite d’orario consentito per l’intrattenimento musicale, andando oltre la mezzanotte. Gli importi dei verbali sono salati. I poliziotti non hanno potuto fare diversamente perché hanno dovuto far fede alla data riportata nell’ordinanza, cioè quella del 30 aprile, piuttosto che a quella sbagliata diffusa dall’ufficio stampa comunale. Sulla questione è intervenuto il consigliere d’opposizione Bartolo Martire che ha proposto, ironicamente, «di portare i verbali da pagare al cospetto di Orsineri». «Credetemi, neppure un’ordinanza sanno fare» – ha tuonato ancora il leader dei Democratici Riformisti che prende spunto dall’increscioso episodio per fare delle riflessioni complessive, lanciando anche una provocazione. «Ad ognuno il proprio ruolo. Se l'amministrazione comunale non è capace di gestire la questione dell’intrattenimento musicale notturno allora revochi le licenze ai locali notturni. Non si può stare con due piedi in una scarpa. Ci vuole il coraggio delle decisioni e quest'amministrazione latita. Rispetto ad un fenomeno del genere bisogna attivarsi seriamente e non ridursi al comodo rimbalzo di responsabilità. In una parola bisogna decidere cosa deve essere Pompei, coraggiosamente. Un’idea potrebbe essere quella di promuovere un tavolo tecnico attorno al quale riunire gli imprenditori del ramo e i residenti infastiditi dagli schiamazzi notturni. L’obiettivo deve essere quello di operare una giusta sintesi tra le esigenze di tutti».