«Tanti negozi a Pompei sono antiquati al punto da poter essere collocati persino nel sito archeologico». Così si è espresso il candidato sindaco Andreina Esposito, che ha descritto in maniera alquanto pittoresca lo stato in cui versano alcune storiche attività commerciali sul territorio mariano.
«Se il Comune non garantisce servizi adeguati per la permanenza in città dei turisti - ha proseguito Andreina Esposito ai microfoni di Metropolis -, non è possibile portare le grandi marche in via Rome o via Lepanto. Il turista deve avere il piacere di poter albergare a Pompei e non effettuare la classica “toccata e fuga” agli scavi o al santuario».
Le riflessioni di Andreina Esposito hanno causato il disappunto di Sebastiano Di Paolo, segretario Confcommercio, che si è espresso in difesa di una categoria che, a suo dire, è stata graveme
nte offesa dalle parole del candidato sindaco.
«Questa è un'azione di brigantaggio - ha affermato Di Paolo -. Quelle considerazioni offendono quei commercianti che, a causa della crisi economica e dell'avvento del centro commerciale, non hanno la possibilità di rinnovare i propri locali.
I commenti negativi servono anche a crescere, sia chiaro, ma avrei preferito che provenissero da esperti del settore piuttosto che da una persona che svolge un'altra professione e non può conoscere svariate dinamiche. Ho pensato anche di rendere note queste considerazioni alla segreteria regionale della Confcommercio.
Il centro commerciale rappresenta senza dubbio una componente innovativa importante, ma il commercio a Pompei vive anche attraverso i suoi negozi storici e le bancarelle. Occorre agevolare una sinergia piuttosto che denigrare uno dei cuori pulsanti della città».