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Pimonte - Città al voto. La corsa solitaria di Palummo

Il suo unico rivale sarà il quorum.


Una sola lista in campo, la guerra delle correnti interna al Pd e un’inchiesta della guardia di finanza (cominciata tre mesi fa) ormai alla stretta finale, che punta ad individuare eventuali irregolarità all’ufficio tecnico. Nell’area sud della provincia, Pimonte è la vera anomalia di questa tornata elettorale. Dopo cinque anni di governo cittadino, Michele Palummo (Pimonte Libera, civica vicina al centrodestra) proverà a fare il bis l’11 giugno prossimo. L’unico suo avversario sarà il quorum, considerato che il centrosinistra (spaccatosi sulla leadership) alla fine non è riuscito a presentare una lista alternativa. Per garantirsi la rielezione, Palummo deve sperare che almeno il 50% più uno degli aventi diritto si rechi alle urne.

«Sono certo che i cittadini andranno in massa alle urne – ha affermato Palummo – per dimostrare il loro gradimento nei confronti degli ultimi cinque anni di amministrazione. Per quanto riguarda invece l’inchiesta della guardia di finanza, resto tranquillo. Anzi, confermo la massima disponibilità e collaborazione nei confronti delle forze dell’ordine. La nostra è stata e sarà sempre l’amministrazione della trasparenza». L’obiettivo è dunque quello di garantire una continuità di governo per i

prossimi cinque anni. «Nel nostro programma c’è grande spazio per lo sviluppo turistico del paese – continua il candidato sindaco – che deve partire dalla valorizzazione delle risorse naturalistiche (penso al sentiero di Pino e al Belvedere) e sull’enogastronomia».

Si punterà molto anche sulle opere pubbliche e sul potenziamento della raccolta differenziata. «Siamo riusciti ad aprire diversi cantieri – continua Palummo – e ad aprire la nuova scuola nella frazione Franche. Continueremo su questa falsariga, dando la priorità anche all’obiettivo di mantenere le strade del paese pulite». Nei prossimi giorni invece il Pd ufficializzerà la propria posizione, in vista del congresso che porterà poi all’elezione di un segretario e di un organigramma dirigenziale. Al momento, l’intenzione è quella di invitare gli elettori a disertare le urne. «Sulle spalle dei futuri amministratori pesa una forte responsabilità – si legge in un comunicato della segreteria politica – il nostro paese è così disastrato che bastano alcuni interventi sbagliati per avviare un degrado irreversibile in ogni campo. Noi l’11 giugno non andiamo a votare, non possiamo avallare una politica fatta solo di annunci e di interessi personali».


venerdì 9 giugno 2017 - 14:18 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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