Cronaca

Non si placa l'emergenza incendi: a fuoco Terme, Faito, Monte Megano e Madonna della Libera. Prende corpo la pista dolosa

La situazione più complessa ha riguardato il Monte Megano, dove le fiamme hanno lambito le abitazioni, evacuate per evitare che fosse messa a rischio l'incolumità dei residenti. Dello Joio: «Occorre cabina di regia per programmare un piano di prevenzione».

di Mauro De Riso


L'emergenza incendi non accenna ad avere fine. Si aggrava il bilancio dei danni causati dai roghi che stanno letteralmente falcidiando il territorio e intanto la paura cresce a dismisura nelle aree montuose, dove la vegetazione, rigogliosa fino al mese scorso, appare oggi brulla e arida. Un autentico scempio ambientale, dunque, si è materializzato nel corso di un mese, a partire dall'incendio che ha devastato il Vesuvio, da cui si sono stagliate colonne di fumo nei focolai appiccati dai piromani e ravvivati dal vento e dal caldo infernale degli ultimi tempi.

La situazione è aggravata anche da una pioggia che tarda ancora a materializzarsi, un provvidenziale acquazzone che andrebbe a spegnere i roghi, inumidendo la vegetazione e garantendo una boccata di ossigeno in un'estate di fuoco. Nella sola giornata di ieri, le fiamme si sono innalzate nella vegetazione antistante l'Hotel delle Terme di Stabia, mettendo a rischio non solo la struttura, ridotta ormai a un rudere, ma anche le vicine abitazioni.

Ancor più devastante è stato l'incendio in via Madonna della Libera, dove la vallata è andata in fiamme, per fortuna a distanza di sicurezza dalle abitazioni. Sul versante stabiese del Faito, inoltre, è scattato nuovamente l'allarme, così come a Corbara, Tramonti e a Cava de' Tirreni, ma la situazione più drammatica ha riguardato il Monte Megano, a Gragnano, dove ettari di vegetazione sono andati in fiamme e una lingua di fuoco ha sovrastato le case, imponendo l'e

vacuazione degli edifici per non mettere a rischio l'incolumità dei residenti.

Si è temuto persino che l'incendio potesse travolgere le abitazioni sottostanti, ma l'intervento dei vigili del fuoco, della Protezione Civile e dei Ros, coordinati da Nunzio Coppola, è stato provvidenziale per preservare i tetti dei residenti del luogo. Sul posto ancora una volta si è recato Tristano Dello Joio, presidente dell'Ente Parco Regionale dei Monti Lattari, il cui insediamento è stato movimentato dalla catena di incendi che sta devastando le montagne. Gli inquirenti, intanto, continuano a seguire la pista dolosa, ma per ora non c'è traccia dei piromani in azione sul territorio. Le due taniche di benzina rinvenute nei giorni scorsi a Moiano, tuttavia, sembrano non lasciare dubbi sulla natura degli incendi e cresce il timore che a breve resti davvero ben poco da bruciare.

«Occorre una cabina di regia per programmare un piano di prevenzione che possa scongiurare in futuro questo triste fenomeno - ha sottolineato Tristano Dello Joio -. Purtroppo non tutti i Comuni hanno risposto presente all'appello, ma confido nel buonsenso e nella volontà di creare una sinergia per affrontare insieme il problema. Ho avuto modo di testare il livello di avanguardia del Parco Gran Paradiso, un modello a cui vorrei ispirarmi per trasformare il Parco dei Monti Lattari in un Ente in grado di gestire in maniera capillare l'intero territorio in piena e totale sinergia con gli Enti locali».

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venerdì 11 agosto 2017 - 11:45 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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