Non si spezza il legame tra Fabián Ruiz e il Napoli. Acquistato nell'estate del 2018 dal Betis Siviglia tramite il pagamento della clausola rescissoria da 30 milioni di euro, il centrocampista anadino era allora soltanto un giovane prospetto di grandi speranze. Voluto espressamente da Carlo Ancelotti — su prezioso suggerimento del figlio Davide —, il talento di Los Palacios y Villafranca si è poi imposto all'ombra del Vesuvio a suon di prestazioni e giocate di classe, collezionando 22 reti, 16 assist (ed 1 Coppa Italia) in 166 presenze complessive tra tutte le competizioni.
Una crescita esponenziale, la sua, sotto gli occhi di tutti. Nell'estate del 2022 è arrivata la chiamata del Paris Saint-Germain, tappa d'inizio di una cavalcata trionfale che lo ha visto scrivere pagine importanti di storia del calcio. Tra club e nazionale, Fabián ha conquistato traguardi straordinari, fino all'apoteosi dell'ultima stagione in cui ha vinto praticamente tutto: il Mondiale con la Spagna — arrivato dopo il trionfo ad Euro 2024 dovìè stato inserito anche nella Top 11 stilata dall'UEFA — e la Champions League, la seconda consecutiva sollevata con la maglia del PSG.
Proprio in questi giorni, l'ex centrocampista azzurro è stato ospite della trasmissione Radioestadio su Onda Cero dal ritiro della Selección a Las Rozas, d
ove ha ripercorso con un pizzico di nostalgia le tappe del suo percorso all'ombra del Vesuvio. Una parabola nata grazie all'intuizione di Davide Ancelotti: il figlio di mister Carlo, legato sentimentalmente a una ragazza di Siviglia, aveva intravisto per tempo le qualità del ragazzo, molto prima che diventasse la stella internazionale di oggi. Carlo Ancelotti fece di tutto per averlo a Napoli, scommettendo con decisione su un talento di appena 22 anni che si era affacciato in Liga con il Betis dopo un prestito in Segunda all'Elche.
A ricordarlo è stato lo stesso Fabián Ruiz: "Ho un ottimo rapporto con Davide Ancelotti: ci siamo incrociati di recente in Ligue 1 (dove Davide allena il Lilla, ndr) e abbiamo parlato a lungo, anche con sua moglie Ana. Conosco benissimo tutta la sua famiglia. All'epoca credo che il Napoli fece un investimento davvero notevole per me. Io stesso fui sorpreso dal fatto che un allenatore del calibro di Carlo Ancelotti credesse così tanto nelle mie qualità, quando ancora non avevo espresso del tutto il mio potenziale. Tra l'altro, nel gennaio del 2018 avevo appena rinnovato con il Betis alzando la clausola da 15 a 30 milioni, ed ero convinto che nessuno avrebbe mai pagato quella cifra e che sarei rimasto a Siviglia a vita. Poi, appena cinque mesi dopo, si è presentato mister Ancelotti e la mia carriera è cambiata per sempre".