Tutti in piedi per Amin Younes. Il trequartista tedesco di origini libanesi, con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia dovuto alla rottura del tendine di achille che ne ha inevitabilmente frenato l’esplosione, si sta prendendo il Napoli da assoluto protagonista. Giunto in sordina a parametro zero nell’estate 2018, non può essere considerato una scommessa bensì una piacevole conferma. Il tecnico attaccante classe ’93 era infatti già stato inserito nella formazione ideale dell’Europa League 2016/17 al termine di una stagione esaltante che aveva visto il suo Ajax giunge fino alla finale arrendendosi soltanto davanti al Manchester United del profeta di Setubal Josè Mourinho. Younes è uomo di personalità e gol pesanti: sua la firma decisiva ai supplementari nel ritorno dei quarti contro lo Schalke, e poi la zampata a sentenziare il turno successivo al cospetto di un Lione letteralmente surclassato. L’estate 2017 iniziata subito con un titolo in cascina: la Confederation Cup conquistata da protagonista con la Germania, lasciando la propria firma d’autore sulla semifinale contro il Messico.
Imporsi alle falde del Vesuvio era perciò soltanto questione di tempo. La condizione fisica come elemento imprescindibile per rendere al meglio, e nel corso dei mesi Younes ha scalato tutte le gerarchie. Da riserva di lusso ad alternativa di sfavillante bellezza, seconda punta o quarto di centrocampo senza alcuna differenza in termini di rendimento. La duttilità al potere, perché se Carlo Ancelotti non è ancora troppo nostalgico del 4-3-3, l’ex Ajax si mette a disposizione dei compagni dando il proprio contribu
to laddove il mister lo riterrà necessario.
Il rapporto tra minuti giocati e reti realizzate è semplicemente notevole. Da top-player consumato. 8 gare fin qui disputate complessivamente in Serie A (3 da titolare), per un totale di 297 minuti messi a referto in maglia azzurra. Esordio stagionale tra le mura amiche contro il Frosinone subentrando a Ounas, mentre la prima corsa a perdifiato sotto la Curva risale al 17 marzo scorso, sbloccando la gara che opponeva il Napoli all’Udinese nell’impianto di Fuorigrotta. 7 minuti sono stati sufficienti per concedere il bis: gol pesante sul prestigioso campo della Roma a mettere il punto esclamativo su un poker d’autore. Il Lazio evidentemente porta fortuna all’attaccante tascabile: da Roma a Frosinone per la partita perfetta. Ghiglione costretto alla sostituzione perchè incapace di leggere le sue giocate, punizione procurata e sfruttata da Mertens con una pennellata d’autore, seguita da un gol meraviglioso al termine di uno scambio per palati educati con Arek Milik. 1 gol ogni 99 minuti, ovvero una sentenza letale. Younes ha ufficialmente scalzato nelle gerarchie Simone Verdi, acquistato per una cifra consistente dal Bologna ed autore di una stagione ben al di sotto della aspettative, pur al netto dei tanti (forse troppi) problemi fisici che gli hanno impedito di raggiungere il top della condizione. L’inattesa panchina al Benito Stirpe sa di momentanea bocciatura, e l’atteggiamento indolente mostrato dall’ex Bologna da subentrante non giocherà a suo favore, poiché gli spazi enormi lasciati sulle corsie dalla squadra di Baroni potevano e dovevano essere sfruttati meglio. Younes scalpita.