Provvidenziale come non mai la sosta per gli impegni delle Selezioni Nazionali, con l’Italia guidata da Roberto Mancini pronta ad affidarsi al talento di Lorenzo Insigne per fare il proprio esordio nella neonata Nations League, affrontando Polonia e Portogallo.
Le prime tre giornate di campionato hanno visto un Napoli discontinuo, con pericolosi alti e bassi non sempre recuperabili nel corso di 90 minuti in cui gli uomini di Ancelotti sono sempre partiti ad handicap concedendo un tempo abbondante al rivale di turno. Se contro Lazio e Milan è bastato riattaccare la spina per trovare intensità e concentrazione, a Marassi è stata notte fonda con la doppia mazzata della bestia nera Defrel (5 reti in 6 contro il Napoli: le precedenti 3 messe a segno quando l’attaccante francese vestiva i colori di Cesena e Sassuolo) rivelatasi una montagna troppo ripida da scalare. Per di più in assenza di due uomini esperti nella navigazione in acque agitate come Hamsik e Callejon, tenuti in panchina per scelta tecnica.
Se un esordio con il freno a mano tirato sul rettangolo verde dell’Olimpico poteva essere riconducibile ad una debolezza psicologica dovuta alla “prima” ufficiale sotto la nuova guida tecnica dopo tre amichevoli internazionali cha avevano fatto vacillare qualche certezza, appare piuttosto preoccupante l’approccio molle e poco intenso contro il Milan, che si è palesato in maniera più evidente al cospetto dell’organizzazione tecnico-tattica di Giampaolo che non lascia mai nulla al caso.
Ancelotti non ha gradito, ed approfitterà della pausa per analizzare minuziosamente quanto accaduto nei primi 270 minuti di campionato, e porvi rimedio attraverso costanza e applicazione in vista di una stagione densa di appuntamenti dal coefficiente di difficoltà elevatissimo. Nulla è compromesso poichè escludendo la Juventus, tutte la altre dirette rivali viaggiano con il freno a mano tirato: 4 punti per Roma e Inter, 3 per il Milan (ma in 2 gare) e addirittura 1 messo in cascina dalla Lazio di Simone Inzaghi. La classifica vede il Napoli sul terzo gradino del podio a quota 6 grazie al carattere mostrato ne
i primi due incontri, ma qualche campanello d’allarme è suonato per quanto riguarda la fase difensiva. Troppi 6 gol incassati nelle prime 2 gare, seconda peggior difesa in coabitazione con il Genoa dietro soltanto al Chievo che ha visto Sorrentino raccogliere la sfera alle proprie spalle in ben 9 occasioni.
Nell’era De Laurentiis soltanto in un’occasione il Napoli era partito incassando più reti nelle prime 3 gare di campionato, e si trattava della stagione 2009/10 iniziata con Donadoni e poi proseguita con Mazzarri dopo l’esonero dell’ex calciatore del Milan a seguito del ko esterno contro la Roma per 2-1. In quell’annata, conclusa poi al 6° posto, gli azzurri contavano addirittura 7 reti al passivo frutto di 2 ko esterni contro Palermo (2-1) e Genoa (4-1) e della vittoria per 3-1 ottenuta ai danni del Livorno. C’è però un precedente che fa ben sperare: l’ultimo allenatore con una media di 2 reti incassate nelle prime 3 partite risponde al nome di Maurizio Sarri, alla sua prima stagione sulla panchina del Napoli. Sconfitta all’esordio sul campo del Sassuolo, (2-1) e poi due pari con identico punteggio (2-2) contro Empoli e Sampdoria. Da lì la decisione di abbandonare l’idea del trequartista, quindi il passo deciso verso il 4-3-3 e le due cinquine consecutive contro Bruges e Lazio a dar vita a 3 anni di calcio spumeggiante, con giocate a memoria in spazi impossibili che hanno fatto innamorare un intero popolo. Il tecnico tosco-napoletano ha lasciato un’eredità pesante di 91 punti, e non a caso il suo Chelsea guida la Premier League a punteggio pieno dopo 4 gare in coabitazione con il Liverpool di Klopp. All’esordio sulla calda panchina partenopea, nessuno è riuscito a blindare la porta come Reja (2 gol incassati, stagione 2007/08) e Benitez (2 gol incassati, stagione 2013/14). L’analogia tra il primo Sarri e Ancelotti risiede anche nei gol realizzati: 5 per entrambi. Tale campionato vide il Napoli lottare testa a testa con la Juventus fino allo scontro diretto dello Juventus Stadium deciso da Zaza, per poi chiudere al secondo posto con un margine rassicurante su Roma e Inter