Proseguono senza sosta le trattative per blindare la porta partenopea, e contestualmente iniziano a diradarsi le prime nubi sul futuro di Pepe Reina. L’attuale contratto scade a giugno 2018, per cui De Laurentiis ha fatto chiaramente intendere che le priorità al momento sono altre. Manuel Garcia Quilon, procuratore del leader carismatico dello spogliatoio azzurro, ha tranquillizzato i supporters affermando che non verranno prese in considerazioni offerte da parte di altre squadre italiane. La priorità assoluta è il Napoli, per cui l’unico nodo da risolvere è legato all’ingaggio importante percepito dall’estremo difensore spagnolo. Pepe Reina spegnerà a fine agosto 35 candeline, ed anche in virtù di una carta d’identità pesante secondo i parametri societari, De Laurentiis vuole prendere tempo per fare alcune valutazioni. La proposta resta quella di spalmare i 2,5 mln di ingaggio in due stagioni, mentre l’entourage del plurititolato portiere spagnolo spinge per mantenere le condizioni attuali. Per giungere ad un accordo definitivo si attende il ritorno del presidente da un viaggio d’affari oltreoceano: è indubbio che Reina sia considerata la priorità per presente e futuro, con il compito di fungere da chioccia per un portiere giovane in grado di raccoglierne progressivamente l’eredità.
Nel caso in cui dovessero sorgere imprevisti, gli uomini mercato azzurri sono pronti a passare immediatamente al piano B. Ovvero un pipelet parimenti esperto (32 anni tra pochi giorni) in grado di prendersi immediatamente il posto da titolare garantendo esperienza e personalità. Brasiliano (ma con passaporto italiano) di Rio de Janeiro, Diego Alves inizia a farsi strada nel calcio spagnolo difendendo per ben 4 stagioni i colori dell’Almeria. Giunge in Andalusia ad appena 22 anni, difendendo la porta di un’ambiziosa neopromossa guidata da Unai Emery. Non patisce minimamente il grande salto verso l’Europa, nè l’impatto con uno dei campionati top d’Europa. Diego Alves è subito protagonista: all’inizio del girone di ritorno l’Almeria vola con ben 13 punti conquistati nelle prime 5 giornate, ed il portiere sudamericano mantiene la porta inviolata per ben 617 minuti prima che Tchite permettesse al Racing Santander di imporsi con il minimo scarto sui biancorossi. La stagione si conclude con uno splendido 8° posto, e nonostante tante squadre della penisola iberica (e non solo) bussassero con insistenza alla porta dell’agente del calciatore, la carriera di Diego Alves proseguirà senza bruciare le tappe. 4 splendidi anni trascorsi nel caldo Sud della Spagna, prima di approdare alla corte del Valencia per alzare
l’asticella ed acquisire esperienza internazionale. Il portiere ha appena concluso la 6° stagione difendendo i colori della squadra “ché” raggiungendo quota 127 presenze e guadagnandosi la fama di miglior para-rigori nella storia della Liga. Diego Alves è infatti riuscito a respingere il 47% dei calci di rigore affrontati (ben 25 su 53, di cui 1 a Leo Messi e ben 3 su 4 a Cristiano Ronaldo, miglior calciatore al mondo). Al Calderón riesce addirittura a respingere ben 2 massime punizioni calciate da Griezmann e Gabi, senza però riuscire ad evitare la sconfitta al Valencia, costretto a soccombere sotto i colpi dello stesso Griezmann e Gameiro. Ma soprattutto scrive il proprio nome negli almanacchi respingendo 6 calci di rigore in una sola stagione, battendo il record appartenuto (sarà un segno del destino?) a Pepe Reina, fermatosi a 5 nella stagione 2003/2004 quando vestiva la maglia del Villarreal. Nella Comunità Valenciana trascorre un lasso di tempo importante dove raggiunge il miglior risultato salendo sul terzo gradino del podio nel 2012, assaggiando a più riprese la gioia di poter prendere parte al maggior campionato europeo per club.
A Valencia ritrova subito Unai Emery, ed all’esordio in Champions League la favola svanisce dopo la fase a gironi, con il 3° posto alle spalle di Chelsea e Bayer Leverkusen che declassa gli spagnoli in Europa League. Competizione che non viene per nulla snobbata, con il Valencia che fa fuori nell’ordine Stoke City, Psv ed Az Alkmaar prima di arrendersi in semifinale nel derby contro l’Atletico Madrid poi vincitore del torneo. L’anno successivo (2012/13) è ancora Champions e finalmente il traguardo delle Top 16 è raggiunto, grazie al 2° posto in gruppo alle spalle del Bayern Monaco e sogno che si infrange soltanto sul muro del Psg. L’esperienza internazionale di Diego Alves continua a crescere, il Valencia sfiora nuovamente il trionfo in Europa League, ma dopo essersi aggiudicato agevolmente il girone su Swansea, Kuban e San Gallo ed aver eliminato nei turni ad eliminazione diretta Dynamo Kiev, Ludogorets e Basilea (dopo aver completato una rimonta epica ribaltando lo 0-3 della gara di andata). In semifinale un’atroce beffa che impedisce al Valencia di vivere la notte di Torino: il Mestalla si rivela nuovamente un fattore, con la squadra di Pizzi che si porta sul 3-0 contro il Siviglia (0-2 all’andata) ma la rete di Mbia al 94’ manda in estasi gli andalusi sul filo di lana.
Diego Alves sembrerebbe in rottura con il Valencia, ed il Napoli mantiene l’occhio vigile nel caso di rottura con Reina, confermando la Spagna come terra fertilissima per il mercato partenopeo.