Politica & Lavoro

Napoli - Riunione sindacale per rionrganizzare l'Eav

Il TPL, per la sua importante valenza sociale e per la qualità della vita, necessita delle giuste risorse e delle giuste politiche aziendali che lo rilancino su livelli di sufficienza.


Ieri 30 giugno si è tenuta una riunione tra i rappresentanti aziendali e quelli sindacali presso la sede di Confindustria della Provincia di Napoli.

L'amara sensazione provata è che poco di sindacale è emerso dalla lunga e velleitaria discussione.

Di fatto è stato inaugurato un nuovo corso di relazioni industriali dove le parole più utilizzate sono di “non competenza del sindacato”, “non obbligo a discutere” oppure “di esclusiva competenza aziendale”.

Quello che di fatto era l’obiettivo della riunione era di conoscere l’approccio delle OO.SS. alla richiesta di sottoscrivere un accordo quadro di programma sui punti principali del piano di risanamento aziendale.

Tali punti sono stati stabiliti “per decreto” da una delibera della Giunta Regionale  pertanto, a detta dei vertici EAV, essi sono intoccabili. A parte il paradosso di una discussione su qualcosa d’indiscutibile, c’è da chiedersi come mai anni di malagestione, sia da parte dell’azienda che da parte della Regione, vengano ora a ricadere, come al solito, sui lavoratori.

Il piano nulla prevede per il rilancio del TPL su ferro, né si pensa a come recuperare quelle ampie fette di mercato della mobilità perse a vantaggio del trasporto privato e su gomma.

L’emanazione di un serio Piano Industriale e di una pianta organica sono ancora ben lontane dal vedersi.

L’unica v

ia è la riduzione del costo del personale agendo su forzature interpretative e fantomatiche riorganizzazioni aziendali, che vengono solo indicate per principio e mai in forma analitica. 

Il sindacato OR.S.A. non può sottoscrivere un accordo, solo proposto, ma mai presentato, che imbavagli la discussione e metta i lavoratori con le spalle al muro.

Invitiamo i massimi dirigenti aziendali a fare realmente e concretamente un serio lavoro di riorganizzazione, partendo dai vertici e scendendo fino ai livelli più bassi evidenziando le eventuali duplicazioni di posizioni dirigenziali e di quadri e stabilendo una pianta organica complessiva ed idonea all’espletamento di un servizio di TPL degno dei tempi attuali e che incrementi l’offerta per raccogliere il massimo della domanda di mobilità da parte dei cittadini.

Il potere politico che dall’alto decreta costi e qualità del servizio valuti bene le risorse da porre sul campo, perché non è con artifici contabili che si cambia la realtà dei costi: le risorse messe in campo non sono sufficienti e non è autofinanziandosi con quota parte delle buste paga dei lavoratori che si possa andare molto lontano.

Il TPL, per la sua importante valenza sociale e per la qualità della vita, necessita delle giuste risorse e delle giuste politiche aziendali che lo rilancino su livelli di sufficienza, e non è certo quello intrapreso dall'EAV e dalla Giunta De Luca il modo giusto.


venerdì 1 luglio 2016 - 11:02 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Politica & Lavoro