Il lavoro duro paga sempre, anche a distanza di 3 anni quando le ultime residue speranze di tornare nel giro della Nazionale sembravano essersi affievolite. Raul Albiol, il ministro della difesa partenopeo, è garanzia di alto rendimento ed affidabilità, e non a caso Luis Enrique ha deciso di concedergli una seconda giovinezza con la “Roja” a 33 anni appena compiuti. L’ultima apparizione risaliva al 31 marzo 2015, quando le Furie Rosse guidate da Vicente Del Bosque incassarono un ko in amichevole ad Amsterdam contro l’Olanda. Poi l’oblio, quindi la convocazione per la doppia sfida di Nations League contro Croazia ed Inghilterra senza però scendere in campo, fino ai 90 minuti da protagonista in coppia con Sergio Ramos (e poi Bartra) nel match stravinto a Cardiff contro i padroni di casa del Galles.
Una gioia immensa, ripercorsa in alcune dichiarazioni rilasciate al portale spagnolo “LaRazon.es”
IL RITORNO IN NAZIONALE. “È ovvio che più passa il tempo, e minori diventano le speranze di vestire nuovamente la maglia della Nazionale. Tuttavia ho sempre cercato di lavorare duramente in questi anni con il mio club, e credo che la convocazione sia la meritata ricompensa. Sono contentissimo di essere tornato, ora massima concentrazione e gustare al massimo questi momenti che rappresentano il top per un calciatore”
GRUPPO FORTE. “Vincere è la cosa più difficile. Così come sul campo l’aspetto più complicato del gioco è l’ultimo passaggio fino al gol. Ci è mancato mettere la ciliegina sulla tort
a a grandi stagioni. Ma anno dopo anno sia la squadra che il club sono cresciuti, e vogliamo continuare sulla stessa linea anche con Ancelotti. A Napoli c’è un gruppo molto forte e unito. Sono andati via alcuni calciatori, altri ne sono arrivati, ma l’ossatura resta sempre molto solida. Dobbiamo lavorare tanto a livello collettivo, perché non disponiamo di individualità tali da poter risolvere da soli le partite”
CALCIO ITALIANO COME PALESTRA TECNICA. “Il calcio italiano mi ha dato esperienza, tranquillità e molta fiducia. Mi sono sentito subito a mio agio fin dal primo giorno. Sono cresciuto quotidianamente, ed ora mi sento a casa e felicissimo di stare a Napoli. Non posso dire se terminerò la carriera in Italia, Spagna o qualsiasi altro paese, ma sicuramente la Serie A mi ha aiutato tantissimo a migliorare come calciatore”
MARADONA VS CR7 “Non ho vissuto in prima persona l’impatto di Diego Maradona a Napoli, ma credo sia difficile fare un paragone con ciò che sta rappresentando Cristiano Ronaldo per la Juventus. Lo dimostra il fatto che a distanza di tantissimi anni Maradona continua ad essere un idolo indiscusso in città. Quel Napoli era senz’altro una squadra forte, ma è stato sostanzialmente lui a renderlo grande vincendo quel che tutti gli altri avevano soltanto sfiorato: 2 Scudetti e 1 Coppa Uefa. Cristiano Ronaldo sarà ricordato come uno tra i migliori calciatori della storia, ma la Juventus ha vinto tanto in Italia e giocato diverse finali europee anche senza di lui".