Le lancette corrono veloci, ed è sempre più vicino lo scontro diretto decisivo nella tana dei campioni d’Italia in carica. L’entusiasmo è palpabile in città, ed i risultati del turno infrasettimanale hanno dato ulteriore slancio alle ambizioni del Napoli di poter andare con personalità a sgambettare la Vecchia Signora e riaprire definitivamente il campionato. Dallo scoramento all’estasi è questione di pochi istanti, ed infatti il caldo pubblico del San Paolo si è ritrovato in un batter di ciglia da -9 a -4 grazie alla splendida rovesciata di Simy a Crotone che ha dato il là alla rimonta azzurra guidata dai colossi della difesa Albiol e Tonelli.
Solo gol importanti per il difensore spagnolo campione d’Europa e del Mondo con la propria Nazionale a cavallo tra 2008 e 2012: 2 reti in 202 partite (al San Paolo contro Chievo il 25 gennaio 2014 e poi in trasferta a Frosinone il 10 gennaio 2016) spalmate lungo 4 stagioni dense di soddisfazioni. Ma poi quando si alza l’asticella, emerge quella leadership innata che distingue i campioni dai top-player. 2 centri nelle ultime 4 gare per l’ex Real Madrid. E tutti di importanza capitale per inseguire quel sogno proibito ormai nel cuore di un intero popolo. Stacco imperioso a decidere il match tignoso contro il Genoa, ed ancora il suo terzo tempo a riprendere l’Udinese dopo la doccia freccia del momentaneo vantaggio di Ingelsson, e guidare la rimonta sotto la spinta di un San Paolo sempre più dodicesimo uomo in campo di una squadra da sogno. Il Napoli di Maurizio Sarri riscopre nel momento più opportuno le doti non proprio nascoste di un “bomber” come Lorenzo Tonelli. 7 reti in massima serie ad Empoli con Maurizio Sarri in panchina non possono essere una casualità, e nonostante tanti infortuni ed un conseguente impiego con il contagocce, la media realizzativa del difensore toscano classe ’90 è impressionate. 3 reti in 6 partite disputate con la maglia azzurra, ed un nuovo record per il campionato in corso che con il “Barba” ha mandato a segno ben 15 calciatori diversi. La stagione in corso non concede distrazioni. Mette ancora 15 punti in palio per raggiungere l’agognata quota 87 con la quale Sarri che supererebbe sé stesso, fermatosi ad 86 non più tardi di un campionato fa.
Juventus-Napoli è una rivalità storica che fonda le proprie radici anche sull’atavica contrapposizione tra Savoia e Borboni. Tornando al calcio giocato, i partenopei hanno la possibilità di riscattarsi sulla base di numeri che non temono smentite. Lontano da Fuorigrotta gli uomini di Maurizio Sarri viaggiano come un rullo compressore, e non ingannino i soli 3 punti conquistati nelle ultime 3 uscite esterne frutto di altrettanti pareggi contro Inter, Sassuolo e Milan. Il Napoli è infatti l’unica squadra imbattuta in trasferta nel campionato in corso con 12 vittorie e 4 pari in 16 gare: può vantare la miglior difesa esterna con appena 8 reti al passivo, e la rete di Politano a Sassuolo resta la sola incassata nei 6 match disputati fuori casa nel 2018. Il big-match dell’Allianz Stadium arriva forse nel momento più opportuno, con il Napoli in serie pos
itiva da 6 turni ma soprattutto sulle ali dell’entusiasmo dopo due rimonte epiche contro Chievo prima, e Udinese poi. Maurizio Sarri è il principale artefice di una crescita esponenziale sul piano della personalità di una squadra che ha più di 7 vite: non molla mai, ed anche quando sembra ferita e pronta a soccombere, sa risorgere dalle proprie ceneri facendo leva su tutte le residue energie per sferrare poi il definitivo negli ultimi 30 minuti di gioco dove ha colpito in ben 27 occasioni. E i 28 punti raccolti da situazione di svantaggio rappresentano l’eccezione che conferma la regola.
La Juventus è l’ultimo ostacolo da battere, la nemesi da sopraffare per puntare forte al terzo titolo nazionale che manca da ben 28 anni all’ombra del Vesuvio. L’ultimo ko in trasferta risale esattamente al 29 ottobre 2016, proprio contro la Juventus che si impose per 2-1 con il gol-vittoria dell’ingrato ex Higuain dopo che Callejon aveva risposto all’iniziale vantaggio bianconero firmato Bonucci. Ma il nuovo impianto torinese è un tabù che va abbattuto per rialzare ulteriormente le quotazioni azzurre in ottica Scudetto, e Maurizio Sarri potrebbe scrivere il proprio nome su un’impresa fallita finora da tutti i suoi predecessori. Il Napoli è infatti sempre tornato a mani vuote dall’Allianz Stadium: 6 ko in altrettante sfide, con l’ultimo blitz datato 2009 quando fu violato l’Olimpico in rimonta grazie ad Hamsik (autore di una doppietta da urlo) e Datolo.
È il momento della verità. In un cammino lungo un anno e sei mesi, fatto di 29 tappe in ogni angolo dello stivale, la corazzata azzurra ha conquistato 23 successi e 6 pari, ad una media di 2,45 reti a partita che conducono ad un invidiabile bottino di 71 centri in cascina. Il top-scorer non può che essere l’uomo più atteso: Dries Mertens, protagonista assoluto di questo filotto con 20 stoccate letali, e leader incontrastato dell’attuale stagione con 21 reti complessive spalmate in tutte le competizioni. Un altro protagonista annunciato è l’attuale re di Napoli, il capitano coraggioso che a cresta alta ha staccato Diego Armando Maradona come miglior marcatore di tutti i tempi, ed ora punta dritto al prestigioso record di presenze assolute a difesa di una toppa gloriosa. Marek Hamsik sa come si batte la Juventus. Nessuno come lui ha bucato per ben 8 volte la Vecchia Signora, e tutti ricordano ancora la rete che mise in ghiaccio la finale di Coppa Italia permettendo al Napoli di mettere nuovamente un trofeo in bacheca dopo 22 lunghissimi anni di astinenza.
Mancherà ingiustamente il cuore pulsante del tifo, privato troppo spesso della possibilità di seguire la propria squadra nonostante la sottoscrizione della Tessera del Tifoso. Il settore ospiti dell’Allianz Stadium sarà riempito da migliaia di tifosi azzurri residenti fuori regione che non faranno mancare il supporto ai propri beniamini nei 90 minuti più importanti della stagione. Facile prevedere una Napoli deserta, incollata al televisore, perché quel sogno nel cuore urlato a gran voce anche mercoledì sera sugli spalti, merita di essere ancora vivo fino al 20 maggio.