Napoli Calcio

Napoli - Maradona riceve la cittadinanza onoraria: «Chi ama non dimentica, il cuore dei napoletani non ha eguali»

di Giovanni Minieri


Napoletano tra i napoletani. Esattamente 33 anni dopo quel 5 luglio 1984 che vide il più forte calciatore della storia salire tremante dai gradini degli spogliatoi per concedersi all’abbraccio di un San Paolo gremito soltanto per vederlo palleggiare, D10S paralizza un’intera città desiderosa di omaggiare l’uomo che ha riscattato la più grande metropoli del Sud Italia. Riscossa non solo sportiva, ma soprattutto sociale grazie ad un gruppo di veri uomini che sfida le potenti corazzate di base a Milano e Torino per avvolgere con un bandierone azzurro tutto lo stivale.
2 scudetti, 1 Coppa Uefa ed 1 Coppa Italia in un settennato d’Oro, oltre a tante giocate sublimi scolpite nella memoria di chi ha visto dal vivo e poi in tv le gesta di un campione a cui madre natura ha donato un mancino fatato in grado di dare del tu a qualsiasi oggetto di forma sferica. Il primo titolo della storia giunto al termine dell’1-1 interno contro la Fiorentina, la magia su punizione da posizione impossibile che beffa Tacconi e la gloria europea con la Coppa Uefa alzata al cielo dopo il 3-0 in rimonta sui rivali storici della Juventus prima della doppia fina

le stravinta contro lo Stoccarda.
Sono questi i momenti più vividi di un genio assoluto che, al termine di una giornata non senza qualche incidente di percorso, riceve la cittadinanza onoraria della città di Napoli.
Il Sindaco Luigi de Magistris teme il rumore dei nemici e decide in extremis di sottrarsi ai probabili fischi della folla consegnando l’onorificenza a Maradona nell’androne di Palazzo San Giacomo: poi D1OS sale di nuovo in macchina direzione Piazza Plebiscito per salutare i vecchi compagni di squadra e 15.000 cuori in delirio per un happening di portata simbolica eccezionale.
“Oggi sono a tutti gli effetti cittadino di Napoli – esordisce Maradona – anche se la cittadinanza l’ho conquistata già la prima volta che ho indossato la maglia azzurra numero 10. Sono onorato di vedere ovunque nel mondo il mio nome accostato a questa città. Chi ama non dimentica ed in tutta la via vita nessuno mi ha mai fatto sentire il proprio calore come il popolo napoletano. Il cuore vale molto di più di un semplice pezzo di carta, ed è per questo che siamo spesso vittime di episodi di razzismo”.


giovedì 6 luglio 2017 - 15:33 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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