È una notte da leoni. Il Napoli chiama ed il San Paolo risponde con il pubblico delle grandi occasioni perché a Fuorigrotta è in gioco la qualificazione. 3 punti in 3 gare. Il trio delle meraviglie asfalta il Feyenoord con una prestazione spettacolare. L’operazione rilancio parte immediatamente dopo l’inatteso ko di Karkhiv che faceva vacillare qualche certezza dopo un avvio straripante con 5 vittorie in altrettante gare tra Campionato e Champions League in salsa play-off. Da un lato c’è il Manchester City di Guardiola, unica squadra in Europa al pari di Napoli e Barcellona ad aver concesso soltanto 2 punti nel campionato nazionali. Bottino pieno nella massima competizione europea, dove soltanto il giovane rampante Diawara è riuscito a violare il fortino eretto da Ederson, seppur dagli 11 metri. I numeri dicono che il Napoli può farcela, ripartendo dal secondo tempo dell’Etihad e dal precedente datato 2011 quando gli unici superstiti Hamsik e Maggio e Cavani (autore di una doppietta d’autore) spedivano Balotelli all’inferno volando agli ottavi di finale in compagnia del Bayern Monaco.
9 le conferme rispetto all’undici di Manchester. Confermatissima la difesa così come la linea offensiva, nella zona nevralgica del campo Jorginho e Allan prendono il posto di Diawara e Zielinski. Oggi come nella notte di Napoli-Feyenoord.
Non è calcio ma play-station. Qualità e fantasia al potere, e non è un caso se sul prato del San Paolo si sfidano le due squadre che esprimono il miglior calcio d’Europa. Buttar via un pallone, anche nei pressi della propria area di rigore, è illegale e la sfera circola con un’armonia ultraterrena. Neanche 60 secondi e Sanè semina il terrore sulla corsia di sinistra, ma la conclusione è murata da Jorginho in chiusura. Al 6’ capitan Hamsik prova a raggiungere Maradona in un match degno della propria classe cristallina: conclusione dai 25 metri, Ederson si oppone come può. Lo stesso Hamsik prova ad emulare Insigne con un tiro a giro dal vertice sinistro dell’area di rigore, ma la mira è imprecisa e la sfera si perde lontano dallo specchio della porta. Il genio in maglia numero 17 è in giornata di grazia, nei piedi c’è la precisione di un cecchino, Mertens taglia tra Stones e Otamendi infilandosi come una lama arroventata nel burro, ma cincischia troppo credendo di essere in off-side e calcia debolmente quando si è ormai defilato troppo. Al 16’ Otamendi salva il risultato anticipando Insigne su invenzione di Mertens, ed è soltanto il preludio al meritato vantaggio made in Naples. Progressione a velocità forsennata di Insigne, scambio con Mertens che serve con un tocco di prima fantascientifico l’inserimento dello scugnizzo partenopeo: controllo e diagonale morbido ad infilare Ederson sul secondo palo. Insigne è uno e trino, ed al 29’ in piena trance agonistica va a chiudere con una perfetta diagonale su spiovente insidioso di Sanè. La squadra di Guardiola replica con Sterling che va via come un fulmine giu
ngendo incontrastato all’altezza della linea di fondo, palla dietro per De Bruyne, la cui conclusione viene deviata in angolo. Sugli sviluppi di un corner gli inglesi trovano la rete del pareggio: parabola di Gundogan, Otamendi anticipa Hysaj beffando Reina. Sulle ali dell’entusiasmo gli ospiti sfiorano il vantaggio con una bordata di Stones che si si stampa in pieno sulla traversa, poi Maggio e Callejon chiudono ogni velleità offensiva di De Bruyne.
La rimonta del City si concretizza in avvio di ripresa, e nuovamente su palla inattiva. Corner dalla sinistra di De Bruyne, stacca più in alto di tutti l’altro centrale Stones con la sfera che attraversa la linea dopo aver toccato la parte inferiore della traversa. Gli uomini di Maurizio Sarri hanno ormai personalità sufficiente per mettere alle spalle gli eventi avversi gettandosi in attacco alla ricerca dell’immediato gol del pari. Hamsik pennella con i giri giusti da 40 metri, Insigne stoppa con elegante maestria, finta che manda a terra Danilo e con una violenta conclusione dal limite centra in pieno la traversa. Al 62’ la pressione di marca partenopea trova il giusto premio: in seguito a un corner a favore la palla rimbalza all’interno dell’area inglese come in un flipper, poi giunge tra i piedi di Albiol che viene scalciato da Sanè. Dal dischetto si presenta Jorginho: freddezza esemplare, portiere a destra e pallone a sinistra. Il pareggio cambia l’inerzia della gara, con gli azzurri che in ripartenza vanno vicinissimi al tris: il pallone viaggia da sinistra a destra sull’asse Hamsik-Mertens, dal belga a Callejon che compare e riappare alle spalle di Delph senza che il terzino del City riesca a prenderne le contromisure. L’ex Real Madrid riceve e calcia a botta sicura trovando la manona di Ederson ad alzare la sfera in angolo. Dal 3-2 al 2-3 il passo è brevissimo, sublimato da una ripartenza in campo aperto di Sanè chiuso da Hysaj, la sfera finisce tra i piedi di Aguero che non perdona ed infila Reina con una rasoiata imprendibile. Gli ospiti provano a chiudere la gara, Sanè non inquadra la porta, Reina si supera su David Silva da distanza ravvicinata, quindi in pieno recupero gli ospiti calano il poker con Sterling che brucia il portierone azzurro con un diagonale implacabile.
NAPOLI – MANCHESTER CITY 2-4
Reti: 21’ pt Insigne (N), 34’ pt Otamendi (M), 3’ st Stones (M), 17’ st Jorginho rig. (N), 24’ st Aguero (M), 45’ st Sterling
NAPOLI (4-3-3) Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam (31’ pt Maggio); Allan (30’ st Rog), Jorginho (37’ st Ounas), Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne.
All: Sarri
MANCHESTER CITY (4-2-3-1) Ederson; Danilo, Stones, Otamendi, Delph; Fernandinho, Gundogan (26’ D. Silva); Sterling, De Bruyne, Sanè (45’ st Gabriel Jesus); Aguero (31’ st B. Silva).
All: Guardiola
Arbitro: Felix Brych (GER)
Note: Ammoniti: Otamendi (M), Mertens (N), Koulibaly (N). Corner: 4-6. Recupero: 2’ pt, 4’ st.