Kevin Malcuit, esterno difensivo del Napoli, di origine francese ha rilasciato un’intervista alla testata francese “France Football” raccontando del suo sogno chiamato “Nazionale” e della sua esperienza dall’arrivo in estate (8 agosto 2018), sino ad oggi, in maglia azzurra.
L’ARRIVO A NAPOLI
"Appena arrivato, ho sentito un'enorme differenza con la “Ligue 1” a livello tattico.
I primi giorni, ero spesso fuori passo con i miei compagni di squadra. Sapevo di dover assimilare il modo di giocare e migliorare nella posizione. Penso di aver lavorato bene e di essermi impegnato tanto.
La Serie A è molto diversa; c'è molta più attenzione ai dettagli. Durante le partite, qualsiasi rilassamento può essere rapidamente punito.
Ma quando hai la fortuna di avere come mister, uno dei migliori allenatori al mondo, di cui ascoltiamo ogni parola, sappiamo tutti che con lui possiamo raggiungere grandi traguardi a livello personale e non”.
COSA TI HA COLPITO DI PIÙ DELLA CITTÀ PARTENOPEA?
“L'atmosfera al Saint-Etienne è incredibile, e sicuramente una delle più belle di Francia. Ma Napoli è diversa. Le persone vivono, mangiano, respirano e dormono pensando calcio. Come a Saint-Etienne, sentiamo il peso della storia indossando la maglia del Napoli. Diego Maradona ha giocato qui. Il calcio è
una religione, non importa chi sei nella tua vita di tutti i giorni, ognuno è un sostenitore del Napoli. Questo fervore, questo odore, questa atmosfera, la sentiamo ogni giorno”.
LA SQUADRA: QUALE CALCIATORE TI HA IMPRESSIONATO DI PIÙ?
Mi alleno ogni giorno con calciatori di livello internazionale, il livello è molto alto. Ma, soffermandomi sulla difesa, un occhio particolare va a Kalidou Koulibaly perché ad oggi è sicuramente uno dei migliori difensori del mondo e possiamo solo migliorare con lui.
SOGNO LA NAZIONALE FRANCESCE
“Ho conosciuto molte cose, nulla è stato facile ma non ho lasciato che nulla arrivasse, al punto tale di essere giunto oggi giorno, in uno dei migliori club d'Europa. Ogni volta, la regola è la stessa, io sono ottimista di natura, e voglio superare me stesso e soprattutto spingermi oltre i miei limiti.
Sono a Napoli perché spero di arrivare alla Nazionale. E' un sogno e un obiettivo“.
IN QUALE RUOLO PREFERISCI GIOCARE?
Ovviamente, l'allenatore fa le sue scelte. Per quanto mi riguarda, mi considero un calciatore che aiuta la fase offensiva cercando di mantenere un equilibrio difensivo, perché prima di tutto sono un difensore in uno schema tattico. Da quando sono a Napoli, sono più rigoroso sulla difensiva grazie all'esperienza che faccio partita dopo partita".