Napoli Calcio

Napoli - La panchina è d'oro: ben 7 reti messe a segno dai subentrati

Guidano la speciale classifica Fabián e Mertens a quota 2

di Giovanni Minieri


La rincorsa allo scettro da ben 7 anni consecutivi ben saldo nelle mani della Juventus, passa per una serie di dettagli che Ancelotti sta curando minuziosamente, conscio del talento di un gruppo con margini di miglioramento ancora da manifestare.
Una serie positiva aperta di 8 risultati utili consecutivi, ed un cammino tutto sommato positivo in campionato (al di là della notte da incubo in quel di Genova, sponda Samp) e addirittura stellare in Champions League, passano inevitabilmente per le sapienti mani del tecnico di Correggio. La rivoluzione “ancelottiana” inizia dopo aver messo momentaneamente in soffitta il tridente con play basso di Sarriana memoria, e plasmato lo smisurato talento a disposizione attraverso innumerevoli variazioni sul tema che hanno reso il nuovo Napoli pericolosamente imprevedibile. Dalla difesa a tre e mezzo che tanta apprensione ha creato in Liverpool e Psg, all’ormai collaudato 4-4-2 atipico con lo sfruttamento dell’ampiezza per l’inserimento dei terzini, per poi essere devastante in lunghezza con i devastanti inserimenti senza palla di una batteria di bocche da fuoco sempre affamate di gol.
Il più grande segno di discontinuità rispetto al passato è inevitabilmente l’apporto dei calciatori inizialmente in panchina, che sentendosi parte integrante del progetto, entrano con quella cattiveria agonista tale da risultare determinanti per portare a casa gol e punti pesanti.
Finora sono ben 7 i centri realizzati dai cosiddetti “panchinari”, perché Ancelotti ha l’occhio lungo ed un’esperienza tale da leggere perfettamente la partita scegliendo l’uomo giusto in grado di dare la svolta in una fase bloccata. O semplicemente sfruttare quei pochi minuti a disposizione per mettersi in mostra, segnare, e mettere in discussione le rotazioni del mister nella partita successiva.
Mertens e Fabián guidano la speciale classifica con ben 2 reti a testa subentrando dalla panchina. Pronti via: alla seconda giornata il Napoli è sotto 1-2 al San Paolo contro il Milan. La situazione è disperata, fuori Hamsik e Dries Mertens per un Napoli a trazione anteriore: pareggia Zielinski, e poi il folletto di Leuven trova il gol da 3 punti con un guizzo a 10 minuti dal termine che non lascia scampo a Donnarumma. Fondamentale l’apporto del furetto belga anche in un altro big match interno, questa volta contro la Roma. I giallorossi passano a sorpresa in vantaggio sfruttando l’unica vera incursione verso la porta di Ospina. Nella ripresa Mertens rimpia

zza Milik, ed a tempo scaduto trova il perfetto inserimento per beffare Olsen e rimettere in piedi una gara che a un certo punto sembrava stregata.
Ex-aequo con Mertens c’è il talentuosissimo jolly spagnolo Fabián, non a caso messo sotto contratto dopo aver versato un cospicuo assegno di 30 milioni nelle casse del Betis Siviglia. Partito in sordina anche a causa di un infortunio sofferto nel ritiro estivo, si sta pian piano prendendo la scena a suon di prestazioni sfavillanti. Sempre sceso in campo dal primo minuto nelle 4 gare di Champions League, in campionato può contare su 6 gettoni complessivi, di cui 3 da titolare. Nelle altre 3 in cui è stato chiamato in causa dalla panchina, ha gonfiato la rete in 2 occasioni. Media da urlo. Si parte da Udine, seppur con un pizzico di fortuna. Verdi si ferma per una noia muscolare dopo appena 4 giri di lancette: Fabián prende il suo posto e dopo appena 10 minuti fa partire una gran conclusione a giro con il piede in teoria debole che si insacca all’incrocio. Contributo decisivo anche nell’ultimo match prima della sosta, sul pantano di Marassi contro il Genoa. Gli azzurri sono sotto all’intervallo, e all’uscita dagli spogliatoi Ancelotti estrae il coniglio dal cilindro: dentro Fabián per Zielinski, e poco dopo staffilata mancina all’angolino dopo aver raccolto il pregevole assist di tacco griffato Dries Mertens.
Contro il Sassuolo era capitato a Lorenzo Insigne di mettere il proprio nome sul tabellino a partita iniziata. Dentro per Ounas, chiude la gara siglando il raddoppio su preciso assist di Hysaj.
Alla Dacia Arena lancia il proprio segno anche il croato Marko Rog, che impiega soltanto 60 secondi a dar sfoggio delle proprie indiscutibili qualità tecnica. Neanche il tempo di dare il cinque a Zielinski, che il centrocampista ex Dinamo Zagabria va via in slalom tra le maglie della difesa friulana per poi infilare Scuffet con una sassata dalla distanza.
Si chiude con Arek Milik, sempre al centro di ogni discussione per il perenne ballottaggio con Dries Mertens per il ruolo di prima punta da affiancare a Lorenzo Insigne. C’è anche la firma dell’ariete polacco nella goleada rifilata all’Empoli: in campo a pochi minuti dal termine per far rifiatare Zielinski, trova il tempo per raccogliere il suggerimento di Mertens e freddare il portiere con un tocco delizioso che si infila nel sette.
La panchina azzurra è d’oro, e può rivelarsi un valore aggiunto da qui al termine della stagione

 


venerdì 23 novembre 2018 - 12:00 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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