Uno dei segreti del Napoli di Maurizio Sarri prepotentemente in lotta per lo Scudetto, risiede in una difesa quasi imperforabile per qualsiasi avversario. Fino alla debacle interna contro la Roma, la miglior retroguardia italiana era proprio quella partenopea, ora seconda soltanto alla Juventus con 19 reti in 29 gare rispetto alle 15 incassate dai bianconeri.
16 clean-sheets su 29 grazie anche alla forza prorompente di Kalidou Koulibaly, il gigante buono che ha respinto al mittente le offerte milionarie provenienti dalla Premier League per legarsi al club di Aurelio De Laurentiis fino al 2021 per continuare un ciclo finalizzato a riportare Napoli nel gotha del calcio mondiale.
Il colosso classe ’91, difensore più prolifico insieme a Skriniar con 4 reti, ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni alla sezione della compagnia telefonica Orange dedicata alla nazionale senegalese.
SERIE A IL TOP PER UN DIFENSORE “Giocare in Serie A era proprio quello di cui avevo bisogno per migliorarmi, dal momento che nessun altro campionato in Europa ti aiuta a crescere a livello tecnico-tattico come quello italiano. L’inizio della mia storia napoletana è piuttosto curioso: mi chiamo più volte il mister Benitez in persona, ovviamente n
on credevo fosse davvero lui ma piuttosto qualche amico in vena di scherzi. Quando scoprii che era tutto vero, inutile nascondere il mio imbarazzo, sono stato uno stupido ma non avrei immaginato di ricevere una sua telefonata. Non so quante volte mi scusai con lui, per fortuna mi richiamò alcuni mesi più tardi e ciò fu un segnale importante di quanto mi volesse fortemente a Napoli”
QUANDO MARADONA CHIESE UNA MAGLIA “Un altro aneddoto risale a quando Diego Armando Maradona, il più grande di sempre all’ombra del Vesuvio, chiese ad un magazziniere di fargli recapitare una mia maglietta. Gli risposi che bastava semplicemente chiederla direttamente a me, e dopo qualche giorno mi fece avere una foto per ringraziarmi. L’emozione fu enorme, e questo dimostra che nella vita nulla è impossibile”
FIGURACCIA DESCHAMPS “Mi dispiacque quando Didier Deschamps rivelò pubblicamente di voler valutare una mia eventuale convocazione con la nazionale francese, ignorando completamente che già da circa 6 mesi difendevo i colori del Senegal. Ricordo che quelle dichiarazioni lo esposero al pubblico ludibrio, tuttavia è il giusto premio al duro lavoro che alla lunga paga sempre”