La festa è partita e non ha alcuna intenzione di fermarsi. Anzi. Se giovedì 4 maggio 2003 resta la data scolpita nella storia, con il punto ottenuto alla Dacia Arena che consegna lo Scudetto al Napoli di Spalletti, restano ancora tantissimi tifosi che aspettano di abbracciare virtualmente i propri beniamini nel tempio profano per eccellenza: lo stadio di Fuorigrotta dedicato a Diego Armando Maradona. Dopo le celebrazioni di Udine sul campo e fuori all’albergo che ospitava gli azzurri, la magica atmosfera che circondava Napoli e la provincia subito dopo il triplice fischio finale, il tripudio in ogni angolo del Belpaese e del globo terracqueo dove tanti napoletani sono stati costretti ad esportare le proprie arti e conoscenze, è tempo di vivere nuove emozioni in quel rettangolo verde che fa riaffiorare tantissimi bei ricordi.
Corsi e ricorsi storici. Domenica nell’ex San Paolo arriva la Fiorentina, come nel 1987 quando l’1-1 griffato Carnevale e Baggio faceva esplodere di gioia la torcida che riempiva i gradoni di uno stadio che (ancora senza copertura) ribolliva di passione e colori. Questa volta il tricolore è già cucito sul petto di Giovanni Di Lorenzo e compagni, ma nessuno vuole perdersi la grande festa annunciata via media dal presidente Aurelio De Laurentiis, che proseguirà poi nel successivo appuntamento contro l’Inter fino al 4 giugno con Napoli-Sampdoria che chiuderà definitivamente un campionato dominato in lungo e in largo dalla corazzata partenopea.
Con la curiosità di capire se la squadra viola concederà il “pasillo de honor” al Napoli fresco di Tricolore (meraviglioso atto di sportività ormai consuetudine in Inghilterra e Spagna, meno in Italia dove ben 7 club di Serie A hanno perfino evitato di fare i complimenti ai partenopei), la città si mobilità per uno Scudetto che non è casuale, bensì il frutto dell’oculata programmazione e lungimiranza di proprietà e scouting.
Quando Aurelio De Laurentiis nell’estate del 2004 comprò il titolo sportivo facendo risorgere dalla ceneri una società che ripartiva sotto la denominazione di
Napoli Soccer, promise di tornare in Europa entro i primi 10 anni, per poi laurearsi Campione d’Italia entro i successivi 10. Le sue dichiarazioni sembravano folli, difficili da interiorizzare per una piazza che stava vivendo uno dei periodi più neri della propria vita, ma non casuali visto che il Tricolore è arrivato addirittura con un anno di anticipo rispetto alla tabella di marcia.
Il cammino è stato lento, ma inesorabile. Il Terzo Scudetto è per chi ha pianto il 15 aprile 2006, quando davanti a oltre 50.000 spettatori, il Napoli superava per 2-0 il Perugia con gli acuti di Calaiò e Capparella conquistando la promozione in Serie B con 3 giornate di anticipo. Il Terzo Scudetto è per chi c’era il 10 giugno 2007, quando il pareggio a reti bianche contro il Genoa a Marassi riportava i partenopei nel proprio habitat naturale: la Serie A. Il resto è storia recente: 13 anni consecutivi in Europa (il prossimo sarà il quattordicesimo dopo il primo, storico quarto di finale in Champions League), 4 secondi posti e 3 terzi posti negli ultimi 10 anni, e contestualmente un palmares che cresceva con 3 Coppe Italia ed 1 Supercoppa Italiana. Il mercato dell’estate 2022 era stato accolto con più di qualche mugugno, con la cessione di tanti “big” rimpiazzati da giovani di belle speranze in attesa della definitiva consacrazione. I risultati sul campo hanno spazzato via ogni scetticismo, fino ad arrivare all’ultima vittoria fuori dal campo di un club che non lascia mai nulla al caso. Nel momento clou della stagione, De Laurentiis ha fatto un passo molto importante per riavvicinarsi al tifo organizzato: il ritorno di quel calore “sopito” con bandiere, megafoni e tamburi ha fatto il resto.
Lo Stadio Maradona è tornato ad essere quel girone infernale con la pista di atletica, capace di trasformare in un autentico “happening” ogni match ufficiale con l’adrenalina che sale a mille con il trascorrere dei minuti.
Napoli è tornata. 33 anni dopo. Agghindata a festa in ogni piazza, strada e vicolo di qualsiasi quartiere. Da qui al 4 giugno, e forse anche oltre, sarà sempre festa.