Pomeriggio soleggiato al Maradona, con il Napoli che ospita il Genoa per mettere alle spalle il ko di San Siro e cercare una gioia al fine di generare fiducia e morale in vista della sfida di mercoledì sera contro il Barcellona. C’è il pubblico delle grandi occasioni per spingere Di Lorenzo e compagni alla terza vittoria di fila tra le mura amiche dopo quelle sofferte contro Salernitana e Verona.
Walter Mazzarri mette temporaneamente in soffitta il 3-5-2, per tornare al più funzionale 4-3-3, che resta il vestito più adatto alle caratteristiche della squadra campione d’Italia in carica. Torna finalmente tra i pali Alex Meret, al centro della difesa out Juan Jesus squalificato, ci sono Rrahmani ed Ostigard che vince il ballottaggio con il rientrante Natan. Sulle corsie basse agiscono Di Lorenzo e Mario Rui. Punto fermo Lobotka play davanti alla difesa, scortato dal Anguissa e Traoré all’esordio in maglia azzurra. Al centro dell’attacco c’è Simeone (al posto di Osimhen fuori dai convocati a causa di non perfette condizioni fisiche), con Kvaratskhelia e Politano. L’ex Sassuolo ha già realizzato ben 5 reti contro il Genoa, di cui ben 3 nelle ultime 4 sfide contro i rossoblù. Nel Genoa torna De Winter dalla squalifica, Malinoskyi parte inizialmente dalla panchina, mentre la coppia d’attacco Gudmundsson-Retegui è super collaudata.
Avvio sprint del Napoli con Politano che s’invola sulla corsia destra, e mette in mezzo uno spiovente che Simeone ciabatta da distanza ravvicinata. Passano pochi giri di lancette e Traore inventa un filtrante per Kvaratskhelia: gioco di gambe a disorientare la difesa del grifone, e gran botta che costringe Martinez a una complicata parata a terra. Ancora Napoli con un bel collo esterno di Mazzocchi di uno soffio alto sopra la traversa, ma la squadra di Gilardino non sta a guardare e sfiora il vantaggio con un’incornata di Retegui da pochi passi sulla quale Meret salva il risultato. All’11 Politano si affida al proprio marchio di fabbrica: converge da destra verso il centro, e dalla distanza mette i brividi all’estremo difensore rossoblù. Al 14’ Martinez è ancora protagonista, allungandosi alla propria sinistra per togliere dall’angolino una rasoiata dal limite di Anguissa destinata all’angolino basso. Il batti e ribatti è tambureggiante: Messias scatta sul filo del fuorigioco, rientra e poi serve a rimorchio Gudmundsson, ma capisce Lobotka e strappa letteralmente il pallone dai piedi dell’attaccante islandese. Spingono gli azzurri con una conclusione a giro di Mazzocchi, quindi Simeone di testa su palla inattiva va vicinissimo al gol del vantaggio. Non c’è un attimo di sosta: il Genoa assorbe il momento di sofferenza, e poi si rende insidioso con un super Retegui, che in terzo tempo sovrasta Ostigard e costringe Meret a tirar fuori la sua migliore versione per mantenere la porta inviolata. La replica dei partenopei non si fa attendere, con Simeone che dà il là ad una fulminea transizione, ma l’assist per Kvara è prevedibile con Martinez a spazzar via in uscita. Al 34’ Retegui riceve spalle alla porta, e poi calcia di prima intenzione senza successo, Traore dal
limite non inquadra lo specchio della porta, quindi è Kvara-show che dribbla tutta la difesa genoana e mette un pallone calibrato sul palo più lontano dove Simeone manca l’aggancio. A tempo scaduto Politano verticalizza per Di Lorenzo, filtrante allontanato dalla difesa, poi palla nei radar di Kvaratskhelia spara di potenza trovando il muro genoano ad evitare il peggio.
All’uscita dagli spogliatoi c’è Natan al posto di Ostigard. Pronti via, e Genoa subito in vantaggio con una gran botta da fuori area del danese Frendrup che non lascia scampo a Meret. Partenopei che si affidano a Kvaratskhelia per scalare la montagna rossoblù: il georgiano viene steso da Vasquez, e si guadagna un prezioso calcio di punizione che Politano non riesce a sfruttare. Poco dopo lungo lancio di Di Lorenzo per Simeone, assist di petto per Traore che calcia troppo debole per impensierire Martinez. La squadra di Mazzarri intensifica il forcing: Lobotka semina il terrore tra le maglie ospiti, suggerisce per Kvaratskhelia che arriva nei pressi della linea di fondo e serve verso l’area piccola dove Simeone manca il tap-in a botta sicura, poi Politano stoppa e tira ma si imbatte ancora nell’efficace muro eretto dalla retroguardia di Gilardino. Dentro Ngonge e Lindstrom per Politano e Traoré. Al 60’ Natan svetta più in alto di tutti su corner di Kvara ma la sfera finisce larga, quindi Mazzarri cambia gli interpreti sulla fascia sinistra con Olivera per Mazzocchi. Al 70’ Ngonge ci prova dal limite senza esito, poi il Maradona grida al gol quando la girata di testa firmata Anguissa su palla inattiva si perde alta di un nulla a Martinez battuto. L’ex Verona è molto attivo, si guadagna una preziosa punizione all’altezza del vertice destro, ma poi al momento del tiro non imprime la giusta potenza ed il portiere rossoblù non corre alcun rischio. Kvaratskhelia prova ad accendere la luce da lunga distanza, poi all’89’ il Napoli riesce di puro orgoglio ad agguantare il pari: cross dalla sinistra di Olivera, Di Lorenzo mette dietro per Ngonge, che trova una girata perfetta per infilare Martinez e siglare la prima rete in maglia azzurra. Nel recupero il Napoli si riversa in attacco alla ricerca dei 3 punti, ma c’è più confusione che concretezza, ed un assedio sterile non porta più ad ulteriori azioni degne di nota.
NAPOLI – GENOA 1-1
Reti: 2’ st Frendrup (G), 45’ st Ngonge (N)
NAPOLI (4-3-3) Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Ostigard (1’ st Natan), Mazzocchi (20’ st Olivera); Anguissa, Lobotka, Traoré (14’ st Lindstrom); Politano (14’ st Ngonge), Simeone (29’ st Raspadori), Kvaratskhelia. All: W. Mazzarri
GENOA (3-5-2) Martinez; De Winter, Bani, Vasquez; Sabelli (45’+2 st Cittadini), Messias (28’ st Malinovsky), Badelj (45’+2 st Strootman), Frendrup, Martin; Retegui (28’ st Ekuban), Gudmundsson (37’ st Vitinha). All: A. Gilardino
Arbitro: Juan Luca Sacchi della Sezione AIA di Macerata
Note: Ammoniti: Ostigard (N), Kvaratskhelia (N), Vasquez (G), Di Lorenzo (N), Vitinha (G). Corner: 7-2. Recupero: 2’ pt, 8’ st.