Sembra destinata a continuare la bellissima storia d’amore tra Sarri e il Napoli, che hanno incrociato il proprio destino tre stagioni fa, con una piazza ormai innamorata alla follia dopo 147 gare che hanno offerto all’Europa una celestiale immagine di un calcio raffinato e concreto.
Il mister tosco-napoletano non ha ancora dato una risposta definitiva, ma dopo l’incontro tenutosi ieri pomeriggio con De Laurentiis, Giuntoli e l’uomo dei contratti Chiavelli, le parti sono sempre più vicine e nei prossimi giorni potrebbe esserci l’ufficialità del proseguimento di un rapporto destinato a proseguire lungo una scia ben delineata alle falde del Vesuvio.
Il patron azzurro sa perfettamente che Sarri è l’uomo giusto per vincere, e non si è tirato indietro davanti ad un esborso economico non indifferente. L’ingaggio del tecnico sale vertiginosamente fino a 4milioni più bonus, con la conferma dell’intero staff. Ben chiara anche la linea societaria: si continuerà a puntare su una linea verde di qualità, con la richiesta non troppo velata di non fare eccessiva distinzione tra il campionato e le altre competizioni a cui parteciperà il Napoli.
Proprio in vista di puntare a tutti gli obiettivi senza distinzioni, Sarri ha chiesto un organico più ampio e competitivo, nonché ripartire da 5 pilastri: Insigne, Koulibaly, Allan, Ghoulam e Mario Rui.
L’incontro si è tenuto tra la seduta mattutina e pomeridiana di ieri, e la fumata è stata grigia con varie sfumature di bianco, per cui tanti indizi rimandano ad un cauto ottimismo. Non sembrano esserci i tempi tecnici per mettere nero su bianco prima della cena di fine stagione prevista per questa sera nella splendida cornice di Villa d’Angelo, per cui sarà ufficializzato soltanto il premio Champions da 3 milioni da dividere tra gli artefici di una stagione record. L’annuncio del rinnovo di Sarri sarà semplicemente posticipato di qualche giorno per poi iniziare a muov
ersi sul mercato alla ricerca di profili in grado di rinforzare ulteriormente una rosa che ha già battuto quasi tutti i record della storia partenopea.
Si parte dai punti (88) della stagione ancora in corso, con ottime chance di ritoccarli chiudendo a quota 91 dopo il match sulla carta non proibitivo contro il Crotone previsto per domenica in un San Paolo gremito in ogni ordine di posto.
10 le vittorie di fila in campionato tra dicembre e febbraio, superando nell’ordine Torino, Sampdoria, Crotone, Verona, Atalanta, Bologna, Benevento, Lazio, Spal e Cagliari. Serie che si interrompe nel primo match di marzo, con la sconfitta interna contro la Roma poco dopo le grandi polemiche scatenatesi all’Olimpico con il rigore negato alla Lazio per l’entrata a gamba testa di Benatia su Lucas Leiva, ed il successo in extremis dei bianconeri con Dybala.
14 i successi in trasferta nell’attuale campionato per 46 punti complessivi che fanno del Napoli la miglior squadra del campionato per rendimento lontano dalle mura amiche. La scorsa stagione si è contraddistinta per il record di reti in Serie A (94) raggiungendo la tripla cifra e più precisamente quota 115 in tutte le competizioni.
La “prima” di Sarri sulla panchina partenopea (2015/16) ha visto invece infrangere tutte le precedenti statistiche relative ai punti raccolti nel fortino imperforabile di Fuorigrotta: 16 vittorie e 3 pari in 19 gare per un record di ben 51 punti messi in cassaforte.
Sarri come Klopp: due maestri di calcio che stanno entusiasmando gli esteti del calcio europeo, ma che al termine del proprio triennio sulle rispettive panchine non sono ancora riusciti a raccogliere alcun trofeo. Da una parte il Napoli che avrebbe meritato sul campo il terzo Scudetto, dall’altra un Liverpool che ha davanti a sé una salita ripidissima e irta di ostacoli: la finale di Champions League da giocare sabato 26 a Kiev contro il Real Madrid 12 volte campione d’Europa e re incontrastato con lo scettro ben saldo al Bernabeu dal 2016.