Il Napoli si riaffaccia al campionato dopo la pausa per le nazionali con l'obiettivo chiaro di ritrovare subito il successo ed evitare un secondo pareggio consecutivo dopo l'1-1 con la Fiorentina, evento che in Serie A non si verifica dallo scorso gennaio. La sfida del Maradona contro il Frosinone richiama alla memoria precedenti decisamente favorevoli ai partenopei, capaci di vincere cinque dei sei incroci nel massimo torneo realizzando sempre almeno due reti a partita, per un totale di 20 gol. Tuttavia, il 2-2 firmato nell'ultimo confronto dell'aprile 2024 suona ancora come un monito, specialmente di fronte a un avversario che si presenta all'appuntamento con numeri straordinari.
I ciociari sono infatti protagonisti di un avvio di stagione eccezionale: con 10 punti raccolti nelle prime cinque giornate hanno siglato il miglior avvio per una neopromossa dal 2012, e un eventuale colpo grosso a Napoli li porterebbe a quota 13 punti in sei match, un'impresa riuscita soltanto alla Juventus nel 2007/08. Per gli azzurri, che vantano una striscia di sei successi consecutivi contro le formazioni provenienti dalla Serie B e una tradizione quasi impeccabile al rientro dalle soste, non si tratterà dunque di una semplice formalità, ma di un vero e proprio scontro d'identità tattica.
La gara promette infatti di accendersi sul piano dei ritmi e dei principi di gioco. Il Frosinone è oggi la squadra che attua il pressing più soffocante del torneo, guidando la classifica del PPDA con un indice di appena 9.5, a cui abbina una spaventosa capacità di distendersi in contropiede con ben 13 transizioni offensive già registrate. Il Napoli, al contrario, adotta una gestione di gara più controllata ed è tra le compagini che ricorrono meno alle ripartenze veloci. Tra i duelli individuali spiccano quello di Matteo Politano, autentica bestia nera dei giallazzurri con una rete ogni 118 minuti disputati contro di loro, e la verve di Giorgi Kvernadze, re dei dribbling in questo avvio di Serie A e a caccia di un gol storico che lo renderebbe il primo calciatore nella storia del Frosinone a segno per quattro presenze consecutive nel massimo campionato.
Rivoluzione di formazione in casa azzurra: Massimiliano Allegri spiazza tutti, abbandona i soliti riferimenti e disegna un inedito 3-4-2-1. La novità principale è l'inserimento di Badiashile nella linea difensiva, mentre in mediana c'è De Bruyne ad affiancare Lobotka, dando così un turno di riposo a Gilmour dopo le fatiche con la Nazionale. Tassello inedito anche sulla trequarti, dove Neres e Lang muoveranno i fili a supporto dell'unica punta Hojlund.
Sull'altro fronte, Massimiliano Alvini scioglie le riserve dell'ultimo minuto: Raimondo ha recuperato a tempo di record dai dubbi della vigilia e stringe i denti, guidando dal primo minuto l'attacco degli ospiti.
Subito aggressivi i partenopei, come mai in questo avvio di stagione. Hojlund parte defilato sulla destra, palla verso l’area piccola dove Lang viene murato in corner. Quindi Kevin De Bruyne dipinge calcio nello spazio per Lang, che ciabatta colpevolmente da posizione favorevole. Napoli vicinissimo al vantaggio: capitan Di Lorenzo vede la giocata per Hojlund, con il bomber danese che centra il palo a Palmisani battuto. La replica del Frosinone non si fa attendere: Schmid cerca Kvernadze sul palo più lontano, e intervento provvidenziale di Di Lorenzo in spaccata per anticipare l’ala georgiana. Al 16’ ancora Kvernadze ruba il tempo a Rafa Marin, ed impegna Meret che si oppone con sicurezza, quindi Oyono fa partire
una rasoiata dai 30 metri, e sfera fuori di un nulla alla destra di Meret. Al 25’ Hojlund è straripante: vince un duello sfruttando tutta la sua dirompente fisicità, e s’invola verso l’area di rigore tallonato da Cittadini che lo stende. Calcio di rigore per il Napoli, con De Bruyne che lascia il pallone ad Hojlund. L’attaccante danese di lascia ipnotizzare da Palmisani, ma è tutto invalidato dal movimento anticipato dell’estremo difensore ciociaro. Dagli 11 metri va stavolta Kevin De Bruyne, che con freddezza spiazza Palmisani. Passano soltanto 270 secondi, e la squadra di Allegri raddoppia. Hojlund legge il movimento di capitan Di Lorenzo ma trova l’opposizione di Palmisani in uscita, ma il più lesto di tutti sulla seconda palla è Noa Lang, abile a bruciare Cittadini e depositare in rete nella porta ormai sguarnita. Lang cerca di ricambiare il favore a Di Lorenzo, ma Masini salva tutto in anticipo, quindi David Neres va vicino al tris al termine di una progressione inarrestabile.
In avvio di ripresa Neres chiude l’uno-due ad altissima velocità con Lang, ma trova soltanto l’esterno della rete. Cambia il modulo ma non cambia l’atteggiamento della squadra di Allegri, che ogniqualvolta si trova in vantaggio, inizia ad arretrare pericolosamente il proprio baricentro. Ghedjemis approfitta di un sanguinoso retropassaggio in orizzontale di Lobotka, ma il tiro a giro dai 25 metri termina la propria corsa oltre la trasversale. Hojlund verticalizza per Neres, ma chiude Oyono. Preme il Frosinone, con Terzic a cercare Raimondo nell’area piccola, con l’attaccante ciociaro che ruba il tempo a Rrahmani ma non trova lo specchio della porta. Al 59’ Palmisani si oppone a un tiro insidioso di Lang dal limite. Quindi ovazione del Maradona per il rientro in campo di Scott McTominay, che insieme a Lucca fanno rifiatare Neres e Hojlund. Al 67’ Meret scalda i guanti su Schmid, quindi Bobcek raccoglie il suggerimento di Calò, ma di testa conclude fuori misura. C’è spazio anche per Gilmour e Giovane. Gran botta di McTominay che costringe Palmisani a un intervento sontuoso per evitare il tris, quindi Gilmour fa partire una rasoiata dai 30 metri troppo pretenziosa per creare pericoli. Politano, subentrato a Spinazzola, prova ad entrare sul tabellino ma il sinistro a giro dalla distanza è troppo debole e centrale. All’89’ Gilmour perde un brutto pallone dando il là alla ripartenza del Frosinone: Zerbin lascia sul posto Rafa Marin, e va sul secondo palo dove non riesce a trovare Bobcek per il tap-in da pochi passi. In pieno recupero il Napoli chiude la contesa: Giovane premia l’inserimento di Kevin De Bruyne, che elude l’intervento di Cichella, e con il piatto destro non lascia scampo a Palmisani.
NAPOLI-FROSINONE 3-0
Reti: 29’ pt De Bruyne rig., 32’ pt Lang, 45’+4 st De Bruyne
NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Rafa Marin, Rrahmani, Badiashile; Di Lorenzo, De Bruyne, Lobotka (26’ st Gilmour), Spinazzola (35’ st Politano); Neres (16’ st McTominay), Lang (26’ st Giovane); Hojlund (16’ st Lucca). All:: M. Allegri.
FROSINONE (4-2-3-1): Palmisani; Oyono, Calvani, Cittadini, Bracaglia (31’ st Cichella); Calò, Masini (1’ st Terzic); Ghedjemis (18’ st Fini), Schmid (38’ st Zerbin), Kvernadze; Raimondo (18’ st Bobcek).All: M.Alvini.
Arbitro: Ermanno Feliciani della Sezione AIA di Teramo
Note: Ammoniti: Rrahmani (N), Badiashile (N). Corner: 6-4. Recupero: 1’ pt, 4’ st.