La Juve Stabia si è aggiudicata la prima edizione del Memorial Catello Mari, superando la Cavese per 1-0 allo stadio "Simonetta Lamberti". A decidere la sfida, equilibrata e combattuta soprattutto nella ripresa, è stata una splendida punizione di Romeo Sandrucci.
Nel post gara è intervenuto in sala stampa Clemente Filippi, ex direttore generale della Juve Stabia e attuale dg della Cavese, tra i principali artefici della manifestazione dedicata alla memoria di Catello Mari.
«Venti anni non si dimenticano, soprattutto quando hai vissuto un'esperienza così importante in una società per la quale sei anche tifoso e che rappresenta la tua città. Ma il motivo principale di questo Memorial era ricordare Catello. Come ha detto suo padre, Catello ha compiuto un vero miracolo calcistico: riuscì a riavvicinare due tifoserie che l'anno precedente erano state protagoniste di gravi incidenti. È un merito enorme e va riconosciuto anche ai tifosi di Castellammare e di Cava de' Tirreni, che seppero unirsi nel suo ricordo».
Filippi ha spiegato come l'idea del torneo sia nata mesi fa e abbia trovato nel ventesimo anniversario della scomparsa di Catello Mari il momento ideale per prendere forma.
«Ci è sembrata l'occasione giusta per creare qualcosa di bello. Siamo stati anche fortunati a individuare la data del 6 agosto, un richiamo simbolico al numero di maglia di Catello. Ringrazio la Juve Stabia, che ha sposato immediatamente questa iniziativa. Si sono create tutte le condizioni affinché diventasse una splendida serata di sport. Vedere uno stadio pieno, con tanti tifosi cavesi e gli stabiesi nel settore ospiti, è stato qualcosa di emozionante. È stata una vera festa dello sport».
L'obiettivo, adesso, è trasformare il Memorial in un appuntamento fisso del precampionato.
«Qualche tempo fa scherzavo dicendo che il Trofeo Mari avrebbe dovuto diventare come il Trofeo Berlusconi o il Trofeo Birra Moretti: un evento fisso di inizio stagione, magari coinvolgendo anche altre squadre con un triangolare. Questa è stata la prima edizione e non l'ho ma
i considerata un esperimento, perché ero certo che sarebbe stata una festa di sport. Conosco bene la passione dei tifosi della Juve Stabia e il senso di appartenenza di quelli della Cavese, che da vent'anni ricordano Catello a ogni partita. Credo sia qualcosa di unico. Ora bisognerà lavorare per istituzionalizzare il Memorial e renderlo un appuntamento stabile, compatibilmente con un calendario sempre più fitto».
Il direttore della Cavese ha poi sottolineato il valore del messaggio lanciato dalle due tifoserie.
«Sono due tifoserie eccezionali, che hanno saputo offrire una risposta straordinaria. Parliamo anche di due piazze accomunate, purtroppo, da tanti divieti di trasferta negli ultimi anni. Manifestazioni come questa devono diventare uno spot per il calcio, affinché si torni a vedere sempre più spesso partite con entrambe le tifoserie sugli spalti, come accadeva in passato».
Filippi ha infine parlato del proprio legame con Castellammare di Stabia e dell'attuale momento della squadra gialloblù.
«I vent'anni trascorsi alla Juve Stabia, ricoprendo diversi ruoli dirigenziali, hanno rappresentato una parte fondamentale della mia crescita personale e professionale. È un passato che non dimenticherò mai e che mi ha aiutato anche nel percorso che sto vivendo alla Cavese, dove mi appresto a iniziare il quinto campionato».
Sul nuovo corso tecnico delle Vespe, il dirigente preferisce non sbilanciarsi, pur riconoscendo qualità al lavoro di Pietro De Giorgio.
«Quella di oggi era una partita d'agosto e non è il momento per dare giudizi definitivi. Ho vissuto soprattutto l'emozione di vedere le due tifoserie cantare insieme nel nome di Catello Mari. Conosco De Giorgio perché siamo stati avversari negli ultimi campionati: è un allenatore che ama proporre un calcio di qualità e che ha idee ben precise. La Juve Stabia è una squadra in crescita, sostenuta dall'entusiasmo di una nuova proprietà che ha già compiuto un'impresa importante garantendo l'iscrizione al campionato di Serie B. Le basi per fare bene ci sono».