Politica & Lavoro

I Sindacati: «È antisindacale, rimuovete il manager»

Appello a Bassolino e Montemarano. I sindacati contro il direttore generale dell’Asl 5: non consente il confronto

di Ciro Saccardi


«Il direttore generale dell’Asl 5 Gennaro D’Auria va rimosso per comportamento antisindacale». A scendere in campo per protestare contro il manager dell’azienda sanitaria sono le segreterie provinciali e regionali di Cisl, Cgil, Fials e Rsu che, ieri mattina, hanno sottoscritto un documento con cui chiedono la rimozione di D’Auria dall’incarico. Sottoscritta da Luigi Savio e Antonio Santomassimo, segretari regionale e provinciale della Cgil, da Francesco Angellotti e Lorenzo Medici, segretari regionale e provinciale della Cisl, e da Antonio Valcaccia, coordinatore provinciale Fials, la richiesta di rimozione è stata poi inviata all’assessore regionale alla sanità Angelo Montemarano, al governatore Antonio Bassolino e al prefetto Alessandro Pansa. «A fronte del reiterato comportamento del direttore generale – si legge nel documento sindacale – che di fatto ha azzerato il sistema di relazioni sindacali all’Asl 5, siamo costretti, con rammarico a chiederne la rimozione dall’incarico. Nonostante i numerosi tentativi del sindacato di ripristinare un clima sereno – continuano Savio, Santomassimo, Angellotti e Medici – ci vediamo costretti a prendere atto che l’atteggiamento pregiudizialmente ostile del dottor D’Auria nei nostri confronti dei rappresentanti sindacali non consente un minimo di confronto democratico». I dirigenti sindacali accusano il manager di aver creato un «clima pesante» nei negoziati. «Le continue provocazioni verbali di cui si è reso protagonista D’Auria – spiegano – hanno determinato un clima di incompatibilità ambientale estremamente pericoloso in un territorio difficile dove la risposta di efficienza dei servizi sanitari è fortemente sentita dai cittadini. Ritenendo che oltre all’abilità manageriale, un dirigente non possa prescindere dalla capacità di instaurare un corretto sistema di relazioni sindacali e considerando che D’Auria ha dimostrato l’assoluta inadeguatezza, in termini di capacità negoziali, si chiede la sua immediata revoca dall’incarico di direttore generale dell’Asl 5». Un duro documento di protesta seguito dalle dimissioni di quattordici sindacalisti locali che, in nome della crociata contro il manager D’Auria, hanno consegnato ai loro referenti napoletani le deleghe ricevute dai lavoratori «in attesa – dicono – delle azioni che i referenti regionali attiveranno per mandare via il manager D’Auria». La richiesta di rimozione siglata ieri mattina, che segue l’incontro in prefettura avvenuto il 24 ottobre scorso, non è stata sottoscritta dai sindacalisti Uil, che hanno preferito non aderire alla protesta. «Per i comportamenti lesivi della dignità dei lavoratori e dei rappresentati sindacali – continuano i sindacalisti – siamo stati costretti a portare davanti al prefetto questo direttore, che assicurava un’inversione di rotta nella ges

tione dei rapporti sindacali, nonché un’attenzione particolare all’assistenza ed al personale, valorizzando le professionalità esistenti. Tutto disatteso». Infine, all’accusa di atteggiamento antisindacale, c’è anche chi sottolinea la mancata applicazione delle norme contrattuali. «Fino ad oggi – spiega Valcaccia –, l’azienda ha adottato diversi provvedimenti senza fornire alcuna informativa alle organizzazioni sindacali e senza alcuna consultazione. Un comportamento irresponsabile censurabile sia sotto il profilo giuridico che dei rapporti umani».

D’auria: è vergognoso, non mi piegherò

«In questa azienda alcuni sindacalisti preferiscono la forma alla sostanza. Preferiscono tutelare quelle liturgie che gli consentono di conservare una posizione di comodo nella rete di comando, di potere all’interno dell’azienda». A lanciare le pesanti accuse contro parte dei rappresentanti dei lavoratori è Gennaro D’Auria, il manager dell’Asl Napoli 5, a poche ore dalla sottoscrizione da parte di Cgil, Cils e Fials del documento che ne chiede la rimozione per «atteggiamento antisindacale. L’insulsaggine di questi atteggiamenti mi spaventa – aggiunge – sono reduce di due sentenze che mi hanno sempre assolto dalle accuse di questo tipo. Mi riservo di dimostrare tutto quanto contestato dai sindacalisti in merito alla legittimità del mio operato in quest’azienda e allo stesso tempo sono pronto a tirare fuori tutte le pecche del furbo di turno. In realtà queste azioni di lotta nascondono velate minacce». Ha mai ricevuto intimidazioni? «Non mi sono mai piegato e mai mi piegherò al comando a scoppola, alle spregevoli forme vessatorie, e non consentirò a nessuno di poter sfruttare i dipendenti. Il loro è un comportamento vergognoso e questa gente vergogna non ne ha. Di minacce ne ho avute e ne riceverò, ma la bassezza di queste persone non mi spaventa». Chi è che la minaccia? «Chi mi ha preceduto alla direzione di quest’azienda ha subìto gli stessi attacchi da alcune sigle sindacali. Anche in questo caso si tratta di una manovra attuata nel tentativo di intimorire chi non è disposto ad accettare determinate richieste operate da alcuni sindacalisti. Una situazione evidente, che si rispecchia anche nei rapporti tra i sindacati stessi, spaccati su tutti i fronti e non portatori di una posizione unitaria. Le accuse che mi rivolgono sono infondate». È disponibile ad un confronto? «Certo, anche in pubblico, perché la gente, a questo punto, deve sapere chi li rappresenta. Questi signori devono sapere che è finito il tempo protezionismo, ho molte cose da dire anch’io e ci faremo tante risate quando farò emergere tutti i porci comodi che qualcuno è abituato a fare da vent’anni. Io non ho nessun vincolo, sono una persona che sta facendo con serietà e attenzione il proprio lavoro».


venerdì 22 giugno 2007 - 22/06/2007 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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