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Gragnano - Rifiuti, una nuova Sua per aggiudicare il servizio

Sembra essere stata l’aggiudicazione del trasporto scolastico, arrivata pochi giorni fa, la chiave per risolvere l’intricata questione pertinente la nettezza urbana cittadina.

di Angelo Mascolo


Sembra essere stata l’aggiudicazione del trasporto scolastico, arrivata pochi giorni fa, la chiave per risolvere l’intricata questione pertinente la nettezza urbana cittadina. Stando a quello che si apprende, l’ente di via Veneto, risolto l’ostacolo degli scuolabus e rescisso l’obbligo con la Stazione Unica Appaltante di Napoli, è pronto ora a dare seguito al piano rifiuti. Primo passo sarà l’approvazione in consiglio comunale con una convocazione prevista per la fine del mese; il secondo passaggio invece prevederà l’aggiudicazione vera e propria del servizio. Su questo punto la novità di rilievo è costituita dal fatto che la gara, viste anche le lungaggini degli uffici di Napoli, sarà gestita da una Sua formata dai comuni di Gragnano, Torre Annunziata e Boscotrecase in ossequio a una delibera prodotta all’epoca dei commissari. Una misura quest’ultima che il comune sembrerebbe seriamente intenzionato a prendere in considerazione, visti i numerosi intoppi a cui il piano è andato incontro e soprattutto per poter garantire l’entrata in vigore del servizio entro l’anno. Infatti, la nettezza urbana, il cui varo sarebbe dovuto arrivare nella seduta di consiglio comunale dello scorso 31 agosto, è ancora alla fonda nono

stante fosse stato annunciato da più parti la sua approvazione prima delle festività natalizie. A bloccare tutto, com’è noto, è stata la bocciatura estiva determinata dall’intervento in aula del consigliere in quota Ncd Michele Serrapica. Nel mirino dell’ex sindaco, infatti, sono finiti i costi di gestione del servizio che rappresenta ad oggi una delle manovre più impegnative nelle quali si è prodotta l’amministrazione Vitale-Cimmino, con un progetto caratterizzato dall’alleggerimento delle casse comunali in tema di gestione del ciclo di rifiuti e soprattutto dalla stabilizzazione degli operatori del settore assunti nel 2001-2002. Secondo i calcoli presentati da Serrapica, infatti, i 18 milioni di euro, importo totale della gara d’appalto spalmati sul quinquennio 2016-2020, non avrebbero garantito in alcun modo la copertura necessaria a sostenere il passaggio dall’attuale part time a un impiego a tempo pieno dei lavoratori, cosa quest’ultima che avrebbe portato la gara ad avere un costo complessivo di 22 milioni di euro. A fronte del buco da quattro milioni emerso in estate e dei successivi correttivi applicati, il piano attende solo di essere approvato in consiglio per avviare tutto l’iter relativo all’aggiudicazione della gara.


lunedì 18 gennaio 2016 - 08:48 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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