Dopo le animate proteste dei cittadini che hanno preso forma a partire dalla scorsa settimana, sembra arrivata ad una svolta la lunga querelle pertinente alla realizzazione del collettore fognario di Gragnano. A questa fondamentale opera pubblica, attualmente ferma al 75% a causa dell’abbandono della ditta aggiudicataria dei lavori, mancano gli ultimi 700 metri, corrispondenti al tratto compreso tra Piazza Amendola (ex scalo ferroviario) e Ponte Carmiano. Stando a quello che si apprende, allo stato attuale, sarebbe in corso la rescissione contrattuale con l’azienda vincitrice dell’appalto. Una rescissione, tuttavia, che sembra trovare non poche difficoltà dal momento che la società incaricata ha giustificato l’abbandono del cantiere proponendo una maxi variante fondamentale, secondo i vertici dell’azienda, per il prosieguo dei lavori. Qualora la ditta non dovesse recedere dai suoi propositi si arriverebbe a un contenzioso legale, che determinerebbe di fatto la rescissione contrattuale e il nuovo a
ffidamento ad altro soggetto per completare il collettore che consentirà ai comuni dei Monti Lattari di essere collegati al depuratore e mettere così in servizio le fogne e gli impianti strutturali. Sulla risoluzione contrattuale con la prima ditta e nel merito del completamento della rete fognaria, ha espresso ottimismo il consigliere regionale Alfonso Longobardi. “Sto continuando a monitorare, come ho fatto dal mio primo giorno in consiglio regionale, – ha dichiarato Longobardi – lo stato di avanzamento della realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria che sono indispensabili per l'ambiente, la qualità della vita e lo sviluppo del territorio. Ho raccolto in Regione Campania una serie di informazioni sull'avanzamento delle infrastrutture. Ritengo – conclude – che siamo a buon punto, nel senso che lo stallo burocratico è in fase di superamento, ed è ragionevole essere ottimisti per una celere ripresa dei lavori, così da completare le opere".