Il tourbillon di voci e possibili schieramenti prosegue senza sosta e sta animando, nelle ultime settimane la vita politica cittadina. Dopo il niet incassato dal Partito Democratico, costato peraltro non poche frizioni interne tra la segreteria cittadina dei democrat e la direzione provinciale del partito, l’ex sindaco Paolo Cimmino sembra essere uno dei più attivi in vista della sempre più certa tornata elettorale del 2016. Benché penda sul capo proprio dello stesso Cimmino il responso della Cassazione sulla questione ineleggibilità – con un ribaltone che appare al momento improbabile – e diversi esponenti della maggioranza abbiano a più riprese sostenuto pubblicamente l’ex primo cittadino, già da tempo è cominciata la corsa agli “armamenti”. In questa girandola di incontri e consultazioni, ad apparire stabile sembra essere il ruolo di Antonio Di Martino, attuale assessore alle Politiche Sociali e fedelissimo di Cimmino. Ma soprattutto il “regista”, come è stato definito negli ultimi tempi, dell’a
pertura verso i dissidenti di Forza Italia mediata dal senatore Antonio Milo. Un’operazione, tuttavia, che è lo stesso Di Martino a respingere al mittente. “Ho letto e sentito da più parti che sarei uno degli artefici di quest’alleanza – ha dichiarato l’assessore Di Martino – cosa che ritengo essere priva di ogni fondamento. Le elezioni sono ancora di là da venire, e vorrei ricordare che tutti siamo in attesa del responso della Cassazione, che potrebbe, in caso di esito favorevole, portare nuovamente in sella il sindaco Cimmino e rendere dunque vani i ragionamenti che si stanno facendo fino ad ora. Tuttavia, – aggiunge Di Martino – al netto di alleanze e schieramenti, la mia scelta è stata già fatta nel 2014: accanto, cioè, a Paolo Cimmino. Per questo, qualora si dovesse ritornare al voto, la mia posizione sarà a sostegno della candidatura di Paolo, per poter continuare insieme quella sfida per la rinascita di Gragnano già intrapresa in questo anno e mezzo di attività amministrativa”.