Si riaccendono i riflettori, torna il profumo dell'erba tagliata e il battito accelera all'improvviso: la Serie A riapre i battenti, ed è subito notte di gala a Marassi. Genoa-Napoli non è mai una partita come le altre. È fascino, tradizione, il fascino antico di una sfida che all'esordio stagionale evoca ricordi dolcissimi per i colori azzurri.
I numeri raccontano un dominio quasi totale, con il Napoli imbattuto in 25 delle ultime 26 sfide contro il Grifone e corsaro su questo campo in 9 delle ultime 12 trasferte. Ma il Ferraris non regala nulla: qui si lotta su ogni pallone e lo spettacolo è assicurato, come raccontano i 29 gol segnati nelle ultime otto sfide genovesi, dove entrambe le squadre hanno sempre trovato la via della rete.
C'è un filo rosso che lega il passato al presente in questo debutto. Se il Genoa vuole sfatare il tabù del primo turno – forte di una spaventosa cooperativa del gol sui calci piazzati – il Napoli si presenta ai nastri di partenza con il fuoco dentro. Un gruppo cooperativo, capace lo scorso anno di mandare in rete ben 19 marcatori diversi (un record storico per il club), e guidato oggi da una storia speciale: quella di Massimiliano Allegri. Per lui non è un debutto qualunque: è il primo allenatore nell'era dei tre punti ad aver indossato anche la maglia azzurra da calciatore, proprio prima di chiudere la sua carriera sul campo. Un cerchio che si chiude, un nuovo capitolo che si apre.
Tra i duelli che accenderanno la notte di Marassi, occhio ai corsi e ricorsi storici. Da una parte Lorenzo Colombo, che proprio contro il Napoli trovò il suo primo ruggito in Serie A nel 2022; dall'altra Rasmus Højlund, che vede rossoblù e si scatena: il Genoa è la sua vittima preferita, e dopo le stoccate su Udinese e Pisa, il centravanti azzurro va a caccia di un tris d'autore che manca dai tempi di Bergamo.
Per la sua prima uscita ufficiale sulla panchina partenopea, Massimiliano Allegri sceglie di affidarsi al 4-3-3.
Tra i pali confermato Meret, protetto al centro della difesa dalla coppia formata da Rrahmani e Marin, mentre sulle corsie esterne agiranno Di Lorenzo e Spinazzola. Qualche sorpresa in mezzo al campo: Anguissa vince il duello della vigilia con De Bruyne e si prende una maglia da titolare a fianco di Lobotka e McTominay. In avanti, il tridente d'attacco sarà guidato da Hojlund, supportato ai lati da Politano e Alisson.
La prima azione degna di nota è dei grifoni, con Frendrup che approfitta di un batti e ribatti, calciando però ben lontano dai pali difesi da Meret. Ancora Genoa con Vitinha, abile a caricare un esterno destro che finisce fuori misura. La replica del Napoli non si fa attendere: Alisson Santos fa partire un pallone teso sul palo più lontano, Politano non ci crede subito ed arriva tardi all’appuntamento con la sfera che si perde oltre la linea di fondo. Al 20’ Baldanzi è il più lesto di tutti ad avventarsi su una palla vagante, ma la conclusione trova il muro azzurro a sventare la minaccia. Brividi al minuto 37. Cross di V
asquez nell’insolita posizione di terzino sinistro, Spinazzola nel tentativo di allontanare libera Baldanzi all’interno dell’area piccola, ma la retroguardia di mister Allegri si ricompatta e limita i danni. Hojlund non riceve i giusti rifornimenti, e di conseguenza tocca ad Alisson Santos accendere la gara. Il brasiliano, con un guizzo, rientra sul destro e fa partire un siluro che fa la barba al palo alla destra di Bijlow. Al 40’ ancora Alisson Santos pericoloso con un tiro-cross verso il palo più lontano dove nessuno arriva per il tap-in vincente. Il finale di prima frazione di gioco è tutto a tinte azzurre. Politano allarga sulla destra per capitan Di Lorenzo: spiovente ben calibrato, Norton-Cuffy si incarta liberando Spinazzola, che calcia di controbalzo troppo debolmente per creare grattacapi al portiere rossoblù. Alisson Santos è incontenibile: suggerimento al bacio per Anguissa, che da pochi metri non riesce a girare verso la porta, contrastato dalla fisicità di Ellertsson.
In avvio di ripresa Alisson Santos prova a mettersi in proprio con una bordata dalla distanza che trova la deviazione di Marcandalli ad evitare il peggio. Dalla bandierina si presenta lo stesso brasiliano che cerca Politano, anticipato da Vasquez. Al 62’ McTominay si fa vedere con un tracciante dai 25 metri sul quale Bijlow si salva in due tempi. Preme il Napoli alla ricerca del vantaggio. Azione insistita degli uomini di Max Allegri: Lobotka si libera col tacco all’altezza della lunetta che delimita l’area di rigore, con il tiro dello slovacco contrato dalla retroguardia ligure. Ancora azzurri, con Rrahmani che svirgola dalla distanza. Triplo cambio per Allegri: dentro Vergara, Hojlund e Lang. McTominay inventa un filtrante per Hojlund, che in estirada manda di pochi centimetri la deviazione in rete da pochi passi. Spazio anche a Lucca per Hojlund, e Olivera per Rafa Marin. All’82’ il Napoli trova il meritato vantaggio. Kevin De Bruyne dialoga di fino con Vergara, vince il duello fisico con Vasquez, e fredda Bijlow da pochi passi. Sulle ali dell’entusiasmo, i partenopei mettono l’ombrellino sul long drink. Kevin De Bruyne crossa dall’out destro, velo di Lucca a liberare Vergara: il centrocampista azzurra calcia da posizione defilata, e sfera che oltrepassa la linea bianca nonostante il tentativo disperato di Otoa.
GENOA-NAPOLI 0-2
Reti: 37’ st De Bruyne, 42’ st Vergara
GENOA (3-4-1-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard (21’ st Otoa) , Vasquez; Norton-Cuffy, Frendrup, Amorim (30’ st Sow), Ellertsson; Baldanzi (21’ st Messias); Vitinha (42’ Zulevic), Colombo (30’ st Meichtry).
Allenatore: D. De Rossi.
NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin (36’ st Olivera), Spinazzola; Anguissa (22’ st De Bruyne), Lobotka, McTominay; Politano (22’ st Vergara), Hojlund (33’ st Lucca), Alisson Santos (22’ st Lang).
Allenatore: M. Allegri
Arbitro: Marco Di Bello della Sezione AIA di Brindisi
Note: Ammoniti: Politano (N). Corner: Recupero: 1’ pt, 5’ st