Politica & Lavoro

Castellammare - Terme, «una struttura totalmente snobbata»

L'ex amministratore della partecipata comunale riavvolge il nastro della sua esperienza: «La mia rabbia è non poter sapere se il mio progetto sarebbe andato in porto».

di Roberto D'Auria


   Francesco Paolo Ventriglia

All'incontro organizzato questa mattina da Castellammare Insieme, per parlare di lavoro e di Terme, oltre all'ex assessore regionale al lavoro, Severino Nappi, ha partecipato anche l'ex manager del complesso del solaro, Francesco Paolo Ventriglia. E' stato lui, di fatto, l'ultimo manager delle Terme di Stabia. Ventriglia non si è tirato indietro dal confronto su un argomento che vede coinvolti, altre al fallimento di un'azienda, anche 200 lavoratori che hanno perso il posto.

La speranza è che presto possano riaprire, creando nuovi posti di lavoro. «Ci troviamo in una situazione giuridica imbarazzante - ha spiegato Ventriglia ai nostri microfoni - Io facevo capire, all’epoca, che le società sono fallibili, fallimentari e fallite. La prima è una premessa, la seconda è una situazione; il terzo uno stato di fatto, quindi comunque c’è una procedura aperta che deve essere gestita. Se parliamo di possibilità di recupero, allora, in questi termini, voglio dire che i progetti che furono fatti all’epoca sono tutt’ora validi. Certo, ci sono delle condizioni iniziali, per esempio, la struttura che rappresenta un problema perché l’investimento che chiede è notevole. Il secondo problema fondamentale è riallacciare i convenzionamenti con l’ASL, che allora erano lo zoccolo duro, ma che ora non consentono di mantenere una struttura di quelle dimensioni, con un certo numero di dipendenti. Allora cosa bisogna fare? Rivolgersi al mercato privato,con una logica di benessere, in cui anche i costi di manutenzione sono coperti a 360°. Le faccio un esempio banale: il pensionato, l'anziano che viene a sottoporsi al trattamento di benessere o fisioterapia, non pagherebbe mai dieci euro in più per vedere un bel parco curato. Il privato, invece, sicuramente, sì. Questo aspetto è stato valutato da un istituto primario che diede anche il suo parere preventivo per realizzare il cosiddetto finanziamento separato perché l’azienda si trovava in una situazione delicata, ma con il finanziamento sperato avremmo avuto la possibilità di blindare la parte nuova di finanziamento, essere credibili dal punto di vista bancario, restituire il finanziamento  attraverso un flusso nuovo che si sarebbe aggiunto a quello preesistente. Ricordo due cose fondamentali che mi dice

vano sempre. La prima era, quando venivano a vedere le terme: ”Che peccato!”; l’altra era “Chi ve lo fa fare?”.  Questo discorso vale per tante realtà interessanti del nostro territorio e bisogna superare questo discorso . Dire “che peccato” volgendo le spalle e andandosene, non va bene. Dire :”che peccato” significa ammettere che c’è una potenzialità; dire “Chi ve lo fa fare”, non ha senso. Non esistono solo gli interessi personali, esistono anche degli interessi sovradimensionati, per il benessere collettivo. Altro punto fondamentale è che, un percorso per funzionare, deve essere condiviso. Poi durante il percorso ci possono essere delle varianti, ma si deve raggiungere lo scopo. Una volta risanata, poi, può non restare pubblica. Già allora sarebbe stato possibile parlare di un percorso di privatizzazione che avrebbe portato ricchezza».

Un altro aspetto da considerare è quello relativo alle azioni giudiziarie di responsabilità adite nei confronti dei manager  e nel quale compare anche Ventriglia che, pur non essendo di Castellammare, è qui a spiegare la sua posizione. «Vorrei ricordare che molti atti sono atti di ufficio. E’ la procedura ed è giusto che si faccia. Voglio anche ricordare che sono stato chiamato per risanare la struttura - dice Ventriglia - ed ho avuto forte la volontà di riprenderla, non di scegliere la sua fine migliore. Credo che siamo arrivati ad un passo dal completamento. La mia rabbia è non poter sapere se il progetto sarebbe andato in porto perché, viva Dio, eravamo ad un passo dal suo completamento, come dimostrano i due milioni di finanziamento, comunque c’erano. Un progetto con BNL per dare impulso all’azienda, per garantirne la ripresa, c’era. Vorrà dire che bisognerà dimostrarlo ai tecnici e farglielo capire. Certo, è imbarazzante, non vorrei fare una mia difesa,però, penso che nel periodo in cui ci sono stato io, la struttura aveva un minimo di credibilità. Ci siamo seduti con tutti gli interlocutori, la regione, i fornitori. Una struttura, totalmente snobbata. So anche, che , l’opposizione, sapendo dei due milioni di attivo, avrebbe voluti aggiungerne altri quattro. Ora la struttura è fallita».


sabato 9 aprile 2016 - 16:34 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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