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Castellammare - Terme, il dramma dietro il fallimento

Domani manifestazione cittadina. Partenza alle ore 8.30 dal piazzale dello stabilimento del solaro.

di Claudia Scotognella


   Immagine di repertorio

Il rigetto del concordato da parte del tribunale di Torre Annunziata, il conseguente fallimento delle Terme di Stabia e la sospensione della cassa integrazione. Una sequenza velocissima che si è abbattuta su oltre duecento lavoratori, altre duecento famiglie stabiesi senza un sostegno al reddito se non l'aiuto di amici e parenti. Un dramma che, durante questi anni di vertenza i rappresentanti sindacali avevano a più riprese fatto presente all'amministrazione comunale del sindaco Nicola Cuomo e a tutte le istituzioni. Purtroppo gli appelli a tutelare il tessuto socio-economico della città sono caduti nel vuoto, e all'indomani del fallimento della partecipata comunale è arrivata la prova di quanto era già stato annunciato. Vincenzo Maresca, dipendente delle Terme per 27 anni, ha lanciato un appello alla giunta di centrosinistra e ha urlato il dramma suo e della sua famiglia: negli ultimi giorni è al buio in casa per via della bolletta della fornitura elettrica insoluta ed non sa come mandare avanti i suoi figli e la moglie invalida. "E' stata una notizia devastante, per me e per i miei colleghi perchè era l'unico sostentamento

delle nostre famiglie. Ho due figli, uno minore l'altro disoccupato, e una moglie invalida. La goccia che ha fatto traboccare: ci hanno sospeso la cassa integrazione. Ora ci hanno staccato la corrente, sono stato presso le chiese e la Caritas ma non so più cosa fare. Sto prendendo antidepressivi. La famiglia mi ha aiutato e mi sta aiutando perchè non so cosa avrei fatto. Sono allo stremo, non ce la faccio più. Ho lavorato 27 anni alle Terme e non ho neanche la luce in casa. Mi appello al sindaco Cuomo e alla giunta comunale che ci hanno portato a questa situazione. Cosa devo fare, il digiuno? mi devo buttare da un balcone?". Parole suonano come grido d'allarme non solo per la situazione di Vincenzo Maresca ma per tutti i termali che avevano sperato nella ripresa delle attività aziendali ma, invece, si sono trovati a fare i conti con il fallimento delle Terme. I termali domani mattina scenderanno per l'ennesima volta in piazza: è in programma un corteo cittadino con partenza alle 8 e 30 dallo stabilimento delle Nuove Terme. I lavoratori si riuniranno e manifesteranno tutto il loro malcontento tra le principali strade della città.


domenica 29 marzo 2015 - 19:08 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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