“Ho già pronta una lettera da inviare ai vertici delle istituzioni regionali e del Governo per chidere di far rientrare Castellammare nelle aree di crisi. Inoltre tenteremo di proseguire la strada del concordato, la cosa positiva è che i complessi termali non rientrano nel fallimento”. Queste le parole del sindaco Nicola Cuomo seduto nell’aula consiliare insieme ad alcuni consiglieri comunali di maggioranza e assessori davanti ai termali che da stamattina attendevano un confronto. Hanno presidiato palazzo Farnese per tutta la giornata e nel tardo pomeriggio hanno ottenuto il face to face con il primo cittadino. Momenti di tensione quando Cuomo ha affermato che “100 lavoratori non sono tutta la città”. Il sindaco ha detto di dover “mantenere i nervi saldi” e che nelle prossime ore “rifletterò” sulla cosa migliore da fa
re. Ancora non è stato deciso, dopo la riunione di maggioranza, se il Comune presenterà appello al decreto della sezione fallimentare del tribunale di Torre Annunziata che ha respinto il concordato. Per nulla soddisfatti maestranze e sindacati che hanno continuato a chiedere invano al primo cittadino quale saranno le azioni che metterà in campo l’amministrazione comunale per tutelare i posti di lavoro. Infatti, le intenzioni di Cuomo e i suoi erano quelle di incontrare i sindacati nel pomeriggio di domani, soluzione rigettata fermamente dai lavoratori rimasti strenuamente in sit in a piazza Giovanni XXIII per l’intera giornata. Sicuramente delusi dalle risposte ottenute, tanto più che in molti già nei mesi precedenti chiedevano al primo cittadino stabiese quale fosse stato il suo ‘piano B’ qualora il concordato sarebbe stato respinto.