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Castellammare - Scioglimento, Vicinanza ricorre al Tar e rilancia: «Un delitto politico, farò il sindaco di strada»

A cento giorni dallo scioglimento del consiglio comunale Castellammare di Stabia, l’ex primo cittadino presenta ricorso contro la decisione del consiglio dei ministri.


«Il marchio di infamia di sindaco sciolto per camorra brucia sulla pelle, ma mi sento ancora un uomo delle istituzioni». Con questa forte dichiarazione Luigi Vicinanza annuncia il suo ricorso, scegliendo un’affollata assemblea cittadina per lanciare la sua controffensiva. A cento giorni dal provvedimento del governo Meloni che ha interrotto il suo mandato, l'ex sindaco ha annunciato il deposito formale del ricorso presso il Tar del Lazio. L'obiettivo è smontare le conclusioni del Viminale, ratificate in consiglio dei ministri, sul secondo scioglimento in cinque anni per l'ente stabiese: «Nella relazione non c’è un atto che dimostri che la mia amministrazione fosse infiltrata dalla camorra» contrattacca Vicinanza, liquidando il dossier ministeriale come privo di riscontri amministrativi concreti e bollandolo con parole nette: «Non tocca al Viminale mettere ordine nella macchina comunale. Pensasse all’ordine pubblico, nella relazione trovo solo tanta sociologia».
L'intervento include anche una stoccata che stravolge gli equilibri del centrosinistra, rivelando i retroscena di una frattura con espressioni del Partito Democratico. Vicinanza rigetta la tesi del condizionamento dei clan e rilancia: «È stato un delitto politico, perché devo avere det

to molti no». L'ex sindaco rivendica l'autonomia delle sue scelte a Palazzo Farnese, ricordando che «ho fatto la giunta del sindaco perché i partiti non si mettevano d'accordo» e puntando il dito contro quello che definisce «un grumo di potere trasversale che attraversa destra e sinistra». L'affondo colpisce direttamente i leader dem: l'ex primo cittadino denuncia una preoccupante «torsione giustizialista» e prosegue: «Ho cercato punti di incontro, ho trovato solo scontro». 
Il futuro amministrativo della città resta avvolto dalle incognite. Con le urne lontane e un ricorso con scenari tutti da scrivere, Vicinanza non si sbilancia su una sua possibile ricandidatura alla guida della coalizione. «Non so quando a Castellammare si tornerà a votare, quindi non posso dirlo oggi. Vedremo», risponde a chi lo interroga sui prossimi passaggi elettorali. La priorità immediata rimane la battaglia legale per tutelare l'onorabilità della sua amministrazione, ma il messaggio finale alla cittadinanza suona come una promessa di militanza attiva e permanente sul territorio: «Farò il sindaco di strada per essere sicuro che la mia esperienza non sia persa. Ferita a morte, la città non si deve assopire. Mi impegno per Castellammare».


sabato 24 ottobre 2026 - 13:50 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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