Destituire il primario di nefrologia dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. La richiesta arriva dai sindacati autonomi Fials, FSI e NursingUp all’indomani dell’annuncio di 8 nuovi posti letto nello stesso reparto diretto dalla dott.ssa Maria Rita Auricchio.
La richiesta dei sindacati è giunta a seguito di ciò che loro stessi hanno definito come «uno squallido, increscioso ed immotivato episodio verificatosi nel reparto di Nefrologia oggi 2 giugno, dove i lavoratori recatisi sul posto di lavoro presso l’UOC sopra menzionata, così come da giusta disposizione e turnazione del Direttore Sanitario del P.O. dott Marziani, agli stessi veniva negato l’accesso sul luogo di lavoro per prestare la propria attività professionale».
«Tutto ciò è assurdo, inaudito e sconcertante – proseguono i sindacati - Infatti, questo episodio ha creato malessere psicofisico, mortificazione professionale, disorganizzazione e caos tra i lavoratori al punto che un operatore, che ha subito tale violenza vessatoria, è dovuta ricorrere alle cure del Pronto Soccorso che gli ha riscontrato un grave malessere».
«Perché tutto questo ? - si chiedono i rappresentanti sindacali di Fials, FSI e NursingUp, firmatari del documento diretto , oltre che ai vertici dell’ASL Na 3 Sud, anche alla procura di Torre Annunziata - Forse perché il Direttore Sanitario del P.O. dott Marziani ha aperto il reparto di nefrologia contro il volere della dott.ssa Auricchio ?».
«Sono anni che mi batto per l’apertura del reparto dopo che è stato ristrutturato ed è pronto da anni – ha detto la dott.ssa Maria Rita Auricchio, primario del San Leonardo e Presidente Aziendale dell’associazion
e nazionale primari ospedalieri - Se la volontà della Direzione Centrale è quella di anticipare l’apertura ancor prima che si perfezionino le procedure di assunzione , e quindi anche se le risorse umane necessarie non sono state assegnate , io personalmente e tutto il personale siamo pronti ad impegnarci , ogni oltre limite, per aprire il reparto anche domani ; ma l’ indicazione deve venire dalla Direzione centrale».
Fatte le dovute precisazioni, la dott.ssa Auricchio replica ai sindacati. «Tutta questa vicenda è gestita in modo strumentale e polemico da alcuni sindacati autonomi, mentre altre single confederali che accolgono la stragrande maggioranza degli iscritti si sono dissociati da queste squallide affermazioni per serietà e vera conoscenza dei problemi. L’ospedale non può essere gestito dai sindacati autonomi di comparto. Un primario non può prendere disposizioni da rappresentanti di tre sindacati autonomi».
Un reparto che, proprio nei giorni scorsi, ha avuto un importante riconoscimento dalla Società Italiana di Nefrologia per uno studio che rappresenta un significativo passo avanti nella prevenzione e cura delle peritoniti nei pazienti in dialisi peritoneale. Un vero peccato che sia ora al centro di queste polemiche.
Ma per la Fials, FSI e NursingUp la Auricchio è da destituire perché «si è creata una situazione incandescente , insostenibile di tipo ambientale, totalmente incompatibile nelle varie fasi dei processi produttivi- assistenziali tra la dirigente e tutto il personale infermieristico che non ha nessun precedente a memoria d’uomo». Nell’attesa di una decisione in tal senso, hanno proclamato lo stato di agitazione.