Politica & Lavoro

Castellammare - San Leonardo, i sindacati scrivono alla Procura. «Sperpero di denaro pubblico»

FIALS, FSI. e Nursing-Up dichiarano lo stato di agitazione di tutto il personale.

di Gennaro Esposito


“Sono passati ben quattro anni ma il Reparto di Nefrologia ubicato nel pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo è ancora chiuso. Due anni fa, però, è stata consegnata la struttura dalla ditta che ha eseguito i lavori del servizio sopracitato, mentre i pazienti nefrologici bisognevoli di ricovero vengono sballottati in altre strutture, creando non pochi disagi sia per gli ammalati che ai loro familiari. Su questo scandalo a dir poco colossale, assistiamo da parte degli organismi in indirizzo un silenzio “passivo, incomprensibile” e consentiteci “inerme” ci lascia allibiti e senza parole”. Parte l’attacco dei sindacati FIALS, FSI e Nursing-Up contro la Direzione Generale dell’AslNa3Sud che - a loro dire - non ha mai preso in considerazione l’area stabiese. “Come mai – continuano – un servizio del genere non viene inaugurato e non viene utilizzato? Forse perché questa tipologia di pazienti sono fonti di investimento di strutture private? Si tratta di un vero e proprio sperpero di danaro pubblico".

Attacchi diretti anche al Direttore Sanitario dell’Area Stabiese, Savio Marziani: “Egregio Direttore Marziani, in un documento recente le scriventi organizzazioni sindacali lodavano e la ringraziavano per i risultati ottenuti nel pronto soccorso di Castellammare di Stabia, ma nello stesso tempo  FIALS, FSi e Nursing-Up hanno ribadito con de

terminazione che sul tema assistenziale non faranno sconti a nessuno. Ma le pare mai possibile che il suo personale infermieristico in servizio all’Emodialisi, continua a recarsi a S. Agnello, altra nota questa dolente e cocente dove le scriventi FIALS, FSI. e Nursing-Up restano ancora in attesa circa l’idoneità di questa struttura ?”.

Dopo il caos che ha visto protagonista una paziente di 75 anni al Pronto Soccorso stabiese, i sindacati si ribellano a Caterino: ”Lei sa che chi arriva in pronto soccorso resta anche fino al quattro giorno prima di essere trasferito o ricoverato senza che agli stessi venga fornito il vitto? Cose del ex terzo mondo. Si può mortificare e martirizzare l’ammalato in tal modo? Chi viene nel nostro ospedale, viene violentato con questo tipo di accoglienza”. “A cosa serve la nota del Dott. Marziani del ripristino delle barelle nelle corsie ospedaliere? Noi diciamo “NO” e ci ribelliamo ad un ritorno al passato. Alla Procura della Repubblica chiediamo, quindi, un intervento urgentissimo affinché venga fatta luce su queste assurde vicende fatte di ombre e tenebre”.

Alla luce di quanto sopra, FIALS, FSI e Nursing-Up dichiarano lo stato di agitazione di tutto il personale preannunciando azioni più incisive coinvolgendo le autorità Politiche, Regionali, Comunali e tutto l’associazionismo interessate a tali problematiche.


lunedì 22 maggio 2017 - 16:39 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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