Riprende la lotta sindacale per il destino di Fincantieri. La Fiom ha annunciato che convocherà il coordinamento per riprendere il confronto con la ditta e comprendere il futuro degli stabilimenti di Castellammare di Stabia e Palermo. "Ciò che chiede l'azienda non è collaborazione, ma la pretesa avere le mani libere sul futuro spezzatino di Fincantieri e sulle forme di sfruttamento diretto o per conti di terzi che sta studiando per i lavoratori - scriveva Bruno Papignani della Fiom il 5 agosto scorso - Vuole gestire in particolare la flessibilità e l'assorbimento di una parte delle ore di Par". Basti pensare che, segnala la Fiom, la Fincantieri spinge per avere "un salario tutto variabile diminuendo o cancellando voci oggi di salario già strutturale, legandolo d'ora in poi alle previsioni dell'utile in bilancio. V
uole che i neoassunti abbiano una retribuzione inferiore - a parità di livello - di alcune centinaia di euro al mese rispetto agli altri lavoratori. Vuole il demansionamento e i controlli a distanza. Non intende diminuire il lavoro in appalto e in sub-appalto, ma non vuole responsabilità dirette su ciò che negli appalti succede, cioè il persistere di una diffusa illegalità contrattuale e di legge. Vuole esternalizzare gradualmente le attività di scafo, vuole arrivare a essere un'azienda che ha una funzione di controllo e non produttiva. Un'azienda coerente con l'ingresso in borsa, concentrata sulla finanza, lasciando tutto il resto in ombra e ad opera di altri". Nonostante al momento nella città delle acque sia operativa la quasi totalità della forza lavoro, si prevedono mesi di lotta duri e non poco.