"La legge è legge e va si rispettata, ma il rinvio a giudizio per alcuni lavoratori che occupando i binari della stazione hanno provato a riaccendere i riflettori su una vertenza ancora aperta merita solidarietà e vicinanza". Lo ha detto Tonino Scala esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, commentando la notizia del rinvio a giudizio di 13 lavoratori Fincantieri che nel 2011, nel corso di una serie di manifestazioni di protesta, occuparano i binari della ferrovia dello Stato di Pompei. "I lavoratori - dice Scala - vanno processati, e la burocrazia che da più di un anno ha bloccato gli stessi binari a causa di un crollo di un palazzo tagliando in due l'Italia cosa dovrebbe fare? Non è anche quello una interruzione di pubblico servizio che sta arrecando danni a pendolari, lavoratori, industrie per trasporto merci. Prima vittima di manganelli, poi il rinvio a giudizio su questioni paradossali. Due pesi e due misure. Lo stato, volutamente con lettera minuscola, lo Stato siamo noi, che blocca per vicende burocra
tiche una linea ferroviaria non incappando in interruzione di pubblico servizio, dall'altro lato lavoratori, uomini in carne ed ossa che per poche ore di blocco rischiano di essere condannati: assurdo. La vicenda di persone che per essere ascoltate devono bloccare i binari è una vicenda tutta italiana. Più che un avviso di garanzia a quei lavoratori andrebbe data una medaglia al valore. In questo paese nessun piano industriale, un sud cancellato dall'agenda politica e solo grazie alle lotte dei lavoratori si è riuscito a riaprire tavoli e prospettare strade da percorrere in un deserto che il mezzogiorno. Solidarietà e vicinanza a chi lottando per un posto di lavoro ha difeso la sua terra, la sua città di riflesso ha difeso anche me. Basta chiacchiere Castellammare di Stabia e Fincantieri hanno bisogno delle commesse e di infrastrutture in grado di poter rendere competitivo lo stabilimento perché se chiudono i cantieri a morire è la città. Chiarezza e impegni certi" ha concluso Scala.