Carmine Raimo è stato eletto nuovo presidente del consiglio comunale di Castellammare di Stabia. Un'elezione "forzata" poichè nei piani della maggioranza a sedere sullo scranno più alto dell'assise cittadina doveva essere Alessandro Zingone. A far saltare tutto ci ha pensato il capogruppo del Partito Democratico, Michele Migliardi, non presentandosi in aula. Un'assenza che ha fatto sì che in aula vi fossero esattamente 12 voti per parte. A questo punto per il sindaco Nicola Cuomo vi erano due alternative: o abbandonare l'aula oppure candidare il consigliere comunale più anziano in modo tale che, a parità di voti, avrebbe avuto la meglio. E così è stato. Prima però Zingone ha dovuto fare un passo indietro.
"La mia candidatura era stata proposta dal capogruppo del PD che oggi è assente in aula. Ritengo, quindi, opportuno ritirare la mia candidatura alla presidenza e vicepresidenza del consiglio" ha spiegato Zingone.
A contendere fino alla fine la poltrona a Raimo è stato il candidato della minoranza Rodolfo Ostrifate. Nelle prime tre votazioni, in cui servivano 13 voti per eleggere il presidente, i voti sono stati nell'ordine: 12 Ostrifate, 11 Raimo, 1 nulla (qualcuno aveva scritto sulla scheda il nome di Mattarella); 12 Raimo, 11 Ostrifate, 1 bianca; 12 Ostrifate, 11 Raimo, 1 bianca. E proprio questa scheda bianca ha destato qualche preoccupazione nella maggioranza tanto che per far uscire fuori il "franco tiratore", alla quarta e decisiva votazione i consiglieri di maggioranza hanno votato alla "luce del sole", facendo vedere al vicino di banco la loro preferenza. Una pratica che qualcuno aveva iniziato ad adoperare già dalla seconda votazione.
Alla quarta votazione, come detto, i voti sono stati 12 per Raimo e 12 per Oastrifate. E' quindi scattato il regolamento che prevede, a parità di voti, l'elezione del consigliere più anziano. La maggioranza ottiene la poltrona più importante dell'assise ma al suo interno, ancora una vol
ta, si è palesata una nuova grossa frattura.
"Oggi la maggioranza non ha nulla di che festeggiare - ha detto Francesco Iovino - Questa sera è emerso un dato politico chiaro, netto e preciso: l'amministrazione Cuomo, con i cambi di casacca dal centrodestra al centrosinistra non ha i numeri per governare questa città. Ancora più grave è il fatto che questa maggioranza si spacca sulla divisione delle poltrone. Ora si dovrà votare il bilancio e non so se questa maggioranza troverà i numeri, ma una cosa è certa: questo sindaco deve prendere atto che ha fallito e deve rassegnare le proprie dimissioni".
Secondo alcune indiscrezioni, l'assenza di Migliardi è stata dovuta alla mancanza di accordi sulla nuova distribuzione degli incarichi in giunta. Ma, in questo modo, la situazione è diventata ancora più complicata per il sindaco Cuomo, la cui giacca viene tirata ormai sempre da più parti. Una frattura che vedrà, nei prossimi giorni, il gruppo consiliare del Partito Democratica sfiduciare il proprio capogruppo, sempre che quanto annunciato dalla consigliera Anna Verdoliva si tradurrà in atti concreti.
"Trovo inaccettabile l'assenza del mio capogruppo - ha detto Verdoliva - , dopo che avevamo proposto una candidatura. Sa benissimo che la nostra è una maggioranza che può contare solo su 13 voti e l'assenza di uno di noi equivaleva a perdere la candidatura. Lo trovo un attimo gravissimo. Annuncio sin d'ora che chiederò al gruppo consiliare di riunirsi e sfiduciare Migliardi".
Se per i più l'elezione di Raimo rappresenta una sconfitta per la maggioranza, c'è chi cerca di vedere l'altro lato della medaglia. "La minoranza -ha detto Giuseppe Mercatelli - è sempre più in difficoltà. E lo palesa il fatto di aver candidato un consigliere di centrosinistra facendolo prevalere su un uomo di centrodestra quale è Vincenzo Ungaro. Ecco perchè sono andato via da questa coalizione".