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Castellammare - PD, per il candidato sindaco è corsa a due tra Pannullo e Mormone

Il terzo incomodo potrebbe essere Nello Di Nardo. La scelta nelle prossime ore.


Il finale non è scritto ma si legge, con un pizzico di intuito ma si legge. La partita è chiara, sotto gli occhi di tutti. Due anime si confrontano, due prospettive politiche, due alleanze alternative e probabilmente due visioni di città. La prima che fa fulcro sulla candidatura di Annapaola Mormone, favorevole ad una alleanza con i Cuomo ed un'altra di sapore opposto imperniata sull'asse degli anti-Cuomo che annovera tra le sue fila i consiglieri dissidenti fuori e dentro il PD e che trova in Toni Pannullo il suo punto di equilibrio. Due candidati per due opzioni politiche, due candidati figli di due storie profondamente diverse.

La Mormone figlia della storia riformista dei DS, più volte consigliere comunale ed assessore nella giunta Vozza, ha ricoperto negli ultimi venti anni ruoli di governo occupando anche poltrone di rilievo come l'assessorato al bilancio. Oggi esponente di spicco dell'area dalemiana riformista. Lo stesso Cuomo , l'ex Sindaco per intenderci , non disdegnerebbe la sua candidatura. Con lei nel PD i suoi sodali di corrente Aitra e Nello Cuomo. Non di secondo piano il suo ascendente con Irace l'ex leader dei DS stabiesi ora manager di stato in una delle più importanti società di gestione dell'acqua come Acea.

Di contro, Toni Pannullo vanta al suo arco la freccia della verginità amminist

rativa. Mai implicato in vicende amministrative, l'ex capogruppo del PD dell'era Bobbio, vanta dalla sua di aver riportato nelle mani del PD la chance di governo, unitamente ai suoi compagni di ventura, ancora oggi sinceri alleati Francesco Iovino e Salvatore Russo. Preso in prestito dalla società civile, Pannullo era il più giovane segretario dell'Ordine degli Avvocati allorché fu prima capolista del PD e poi capogruppo consiliare negli anni 2010-2012. Anni di denunce politiche e non solo, che hanno trovato conforto nella successiva azione della magistratura sia sugli sperperi della allora cabina di regia di Bobbio e Co. che della dissoluta gestione Multiservizi. Dalla sua vanterebbe una prospettiva di governo della città che andrebbe oltre il centro sinistra classico ma che porterebbe anche elementi di una trasversalità positiva con la alleanza di liste civiche di diverso respiro ed estrazione. Suo sponsor principale, il Sindaco di Ercolano, quel Ciro Bonajuto, amico personale e alter ego in Campania di Matteo Renzi.

La lotta intestina nel PD assume pertanto non sapore di natura personale ma oggi più che mai squisitamente politico. La partita è aperta, gli interessi in campo notevoli, il tempo verso le elezioni stringe, il PD sta per consumare la sua scelta. Poche ore, pochi giorni e sarà svelato l'arcano.


venerdì 1 aprile 2016 - 10:06 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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