La Soget amplia il suo organico per i prossimi cinque mesi con nuove assunzioni. La società che si occupa dell'accertamento e della riscossione dei tributi a Castellammare di Stabia ha assunto otto stagionali con contratto fino al 30 novembre 2017: si tratta di Anna Maria Flauto, Silvestro Guadagna, Domenico Gagliardi, Michele Martone, Raffaella Esposito, Giovanni Di Nocera, Antonio Cesino e Antonio Federico.
Antonio Federico, in particolare, è un ex consigliere comunale della maggioranza che sosteneva Luigi Bobbio e che finì, tra l'altro, già nel 2012 nell'occhio del ciclone per l'assunzione come stagionale nella Multiservizi con l'incarico di operatore del verde pubblico.
A novembre 2016, in realtà, si aprì il primo caso sollevato dall'opposizione relativo ad una presunta parentopoli che avrebbe inquinato la precedente selezione del personale. Tra gli undici assunti figuravano nove stabiesi, inclusi il figlio di un ex dipendente comunale e una donna iscritta alla lista civica Progetto Stabia in occasione delle ultime elezioni ammin
istrative.
Il vicesindaco Andrea Di Martino, in quella circostanza, trasmise l'elenco degli assunti alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ma è elevato ora il rischio che sulle nuove assunzioni possano accendersi ancora i riflettori.
«Chiarezza e verifica della correttezza della procedure». A chiederlo è il responsabile Cgil dell'area stabiese-torrese-penisola sorrentina, Alfonso Natale, in merito a queste assunzioni. «La Soget spa - commenta Natale -, società aggiudicataria del servizio di gestione, accertamento e riscossione ordinaria e coattiva delle entrate del Comune di Castellammare, è una società privata ma se ha a che fare con il pubblico tocca all'Ente verificare la moralità e la correttezza di certe scelte. Il criterio della trasparenza deve essere in cima ai valori di un'amministrazione. Chiediamo perciò un'assunzione di responsabilità da parte dell'amministrazione comunale. Colorare la città va bene, le assunzioni clientelari alla Soget non vanno certamente bene».