Tempesta in atto all'interno di AM Tecnology, la ditta che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Castellammare di Stabia. La sospensione dei tre dipendenti invalidi, ritenuti non idonei al lavoro, è stata accolta con grande disappunto e ha scatenato il caos all'interno dell'azienda. Si tratta di una donna e due uomini, operai rientrati nell'ambito del passaggio di cantiere da Buttol srl ad AM Tecnology, che non hanno ottenuto l'idoneità per svolgere il servizio sul territorio e sono stati immediatamente sospesi dal lavoro, senza poter dunque più percepire lo stipendio. Tra le ipotesi al vaglio, in ogni caso, c'è la possibilità di garantire ai tre dipendenti un contratto di solidarietà senza contributi per accompagnarli alla pensione, soluzione che non sarebbe comunque gradita agli operai sospesi dal lavoro, che rivendicano il diritto a proseguire la propria attività. All'orizzonte, intanto, si intravede una schiarita. I vertici aziendali hanno incontrato i rappresentanti sindacali della Fit-Cisl venerdì scorso alle ore 15 nella sede di via Lenze, a Sant'Antonio Abate, per discutere in merito alla posizione di A.A., uno degli operai sospesi d
al lavoro, che fino all'ultimo passaggio di cantiere svolgeva la mansione di magazziniere, salvo essere trasferito da tre mesi alla distribuzione del gasolio nei camion. Il sindacato ha contestato la sospensiva in quanto il medico ha escluso l'idoneità allo spazzamento e al prelievo, ma non ad altri incarichi e nella giornata di ieri pare che l'azienda abbia deciso di compiere un passo indietro e di valutare le opportunità per il ritorno in attività degli operai sospesi. In realtà, i tre profili in questione sono distinti tra loro. A.M. risulta invalido al 100% e svolge l'incarico di piazzalista, mentre la donna, A.C., ha subito un infortunio sul lavoro un anno fa e ha riportato danni fisici importanti, motivo per cui a far testo potrebbe essere l'esito della visita collegiale. Per AM Tecnology, in ogni caso, si tratta di una nuova grana relativa al personale dopo il boccone amaro ingoiato per le assunzioni al momento dell'insediamento nel cantiere, dato che la ditta ha dovuto inglobare 10 dipendenti in più rispetto a quanto previsto dal capitolato di gara, in quanto all'atto della stesura del bando la pianta organica comprendeva 154 lavoratori a fronte dei 164 assunti dall'azienda.