Le notizie di cronaca giudiziaria di questi giorni, inevitabilmente, hanno finito per riflettersi anche sulla campagna elettorale in corso a Castellammare di Stabia. E se il ministro Orlando, intervenuto ieri sera ad un incontro in cui ha sottolineato la vicinanza del Governo al candidato sindaco Antonio Pannullo, non ha voluto esprimersi sulle dichiarazioni del pentito Renato Cavaliere, tra gli esecutori del delitto del consigliere comunale Gino Tommasino, i candidati sindaci hanno invece detto la loro.
«Dopo tanti, troppi anni bui, sembra che la verità sull’omicidio di Gino Tommasino stia affiorando – afferma Gaetano Cimmino, candidato sindaco del centrodestra e consigliere comunale all’epoca dei fatti – La città e la politica la attendono e la meritano. Il durissimo lavoro di forze dell’ordine e magistratura deve proseguire. Bisogna continuare a fare chiarezza – continua – su un episodio che ha determinato il periodo più buio della politica e della città di Castellammare. Le ombre devono appartenere solo al passato: è una questione prioritaria, di sicurezza e di cultura».
Lo stesso Pannullo ha sottolineato come «la verità sulla morte di Tommasino appartiene ancora alla sfera giudiziaria. L’accertamento dei fatti è oggetto di valutazione approfondita dell’autorità giudiziaria dentro un processo che ne sancirà l’epilogo definitivo. Quanto alla politica, oggi più i ieri ribadisco che ogni ombra di connubio tra malavita organizzata e classe politica va stroncata senza mezzi termini. Per quanto mi riguarda, la lotta alla camorra resta una priorità essenziale nell’azione di governo della
città».
Salvatore Vozza, che nel 2009 – anno in cui fu assassinato Tommasino era sindaco di Castellammare – si augura che « venga fuori dall’inchiesta tutta la verità sull’omicidio. Un delitto di un esponente politico, ma anche di un amico, che è ancora oggi una ferita aperta per la città. Si faccia chiarezza, anche perché la famiglia ha il diritto di sapere la verità».
«Purtroppo – ha detto Vincenzo Amato, leader del Movimento 5 Stelle - per molto tempo la politica in città è stata collegata ad affari privati, tutto a discapito del bene pubblico. Chi amministra per decenni una città come Castellammare può rimanere invischiato, suo malgrado, in situazioni poco chiare, che esulano dal mandato conferito dai cittadini. Per quanto ci riguarda – continua – fermo restando che aspettiamo come tutti che la magistratura faccia piena chiarezza su quel periodo buio, sottoscriviamo in pieno l’appello di Beppe Grillo a fare massimo due consiliature. Proprio per non gestire troppo tempo il potere. Il Movimento rappresenta un nuovo modo di fare politica, basato soprattutto su trasparenza e legalità».
Stesse considerazioni fatte anche da Gennaro Comentale, candidato sindaco di Rivoluzione Cristiana e insegnante di religione. «Aspettiamo che la magistratura tiri fuori la verità prima di prendere una posizione definitiva sulla vicenda – afferma – Di certo è auspicabile che, per quanto riguarda il futuro, politica e malaffare non s’incontrino. Per questo motivo c’è bisogno di un rinnovamento totale del modo di amministrare la nostra città».