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Castellammare - Migliardi a Di Martino: 'Il futuro appartiene ai giovani'

uova puntata del botta e risposta tra l'ex sindaco Flavio di Martino ed il capogruppo del PD Michele Migliardi.


Nuova puntata del botta e risposta tra l'ex sindaco Flavio di Martino ed il capogruppo del PD Michele Migliardi. Quest'ultimo non ha lasciato correre sulle ultime affermazioni di Di Martino, ed ha replicato con questa nuova lettera:
 
 
Egregio comm. Flavio Di Martino,
Mi rivolgo direttamente a Lei, dopo aver notato il suo apprezzamento per lo stile epistolare, nel tentativo di riparare il torto di aver leso la sua maestà.
Nutro enorme rispetto nei confronti degli uomini d’altri tempi ed ammiro il suo eloquio così forbito, che padroneggia con ineccepibile maestria .
Invero mi rattrista la circostanza di averla spinta, con le mie franche parole, a redigere un lettera così piccata, contraddittoria e ricca di inutili artifizi retorici, totalmente scevra dai temi politici di cui le ho sollecitato una riflessione e che, a mio modesto avviso, possono suscitare l’attenzione dei nostri concittadini, unici in grado di valutare come “piccolo” o “grande” l’operato di un soggetto politico, a prescindere dalla sua età anagrafica.
Dovrò deluderla, ma non è mio costume cedere ai nervi, glielo dimostrerò nuovamente, astenendomi dall’ evocazione dei versi di Esopo o Fedro, che potrei troppo facilmente citare, suggerendone una lettura ironica e beffarda, come Lei ha banalmente fatto, mosso dal livore della risposta.
Non seguirò il solco del discredito, da Lei ampiamente arato, al contrario, tenterò di riportare la discussione nell’ alveo della politica.
Da un decano della politica stabiese, mi sarei aspettato, semmai, una fine analisi degli errori commessi dall’attuale esecutivo, seguita dall’ indicazione di una possibile alternativa, fondata, magari, su delle forti scelte politiche ed una minuziosa elencazione degli atti amministrativi necessari al suo raggiungimento, che un uomo della sua caratura politica dovrebbe senz’altro essere in grado di fornire, apportando in tal modo un contributo significativo sia all’ azione di governo, sia al dibattito politico .
Tutt’ora apprezzerei moltissimo un suo intervento in questo senso.
Invece, si è limitato miseramente ad intervenire come un “deus ex machina” , chiedendo “ di staccare la spina”, senza ulteriori argomentazioni, individuando nelle nuove elezioni la panacea di tutti i mali. Nulla di più riduttivo e scontato.

La misura è stata colma dopo l’azzardo nel definire come “disperata difesa di interessi”, quella che è stata semplicemente l’apologia dell’appassionato servizio che quotidianamente svolgo per il bene comune, nel perseguire il mandato ricevuto dagli elettori.
Le confesso che la mia replica non voleva essere, come imprecato da qualche mentecatto, una difesa d’ufficio dell’ Amministrazione comunale .
Le “diplomazie politiche” che si stanno susseguendo, rischiano di impantanare la gestione della res publica, mentre la città ha bisogno di risposte pronte alle domande di crescita, sviluppo e cambiamento che provengono soprattutto dai giovani.
Ritengo sia arrivato il momento, non più procrastinabile, di uscire dall’oblio dell’ incertezza ed in questo processo, non si può prescindere da un serrato confronto con tutti gli attori in campo, in un’ottica di concretezza e rapidità.
Quanto al PD, ritengo che le diversità interne siano un suo fattore genetico. A mio modo di vedere, potrebbero finanche rappresentarne un punto di forza se non degenerassero in arroganti personalismi. La complessità della situazione da un parte si identifica con il modo e la forma in cui vengono estrinsecate le ragioni di alcune componenti del partito, troppo lontani dalla filosofia di Voltaire che ha richiamato, dall’altra con il totale disimpegno verso la realizzazione di un confronto politico schietto ma autentico sulle scelte politico-programmatiche.
Non le ribadisco qui quanto le ho già detto con il mio precedente comunicato, la invito piuttosto a rileggerlo, con la calma e la virtù di cui si professa detentore.
Evito di proseguire questa già lunga lettera, probabilmente tediosa per chi la leggerà, ma necessaria per corrispondere alle irrispettose parole che ha utilizzato nel replicarmi.
Concludo ribadendo la mia viva convinzione, oggi più di ieri, che il futuro di questa città appartiene ai giovani, non quelli già vecchi, arroganti, presuntuosi, che si pavoneggiano per nulla, ma quelli che con dedizione e competenze hanno le carte in regola per spingersi in un impegno politico, con una mentalità che non bada alle inutili liturgie politiche del passato, ma unicamente alla comprensione e risoluzione dei problemi della città.
 
Cordiali saluti
Michele Migliardi
 


mercoledì 23 settembre 2015 - 12:19 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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