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Castellammare - Liquidazione Sint, «Confronto? Chi oggi parla fece cacciare i termali dall'aula consiliare»

I consiglieri di maggioranza: «Tempo al tempo. Vicenda Sint delicatissima».


Nuova stoccata, questa volta più pesante, da parte dei consiglieri comunali di maggioranza ai loro “colleghi” di opposizione sulla vicenda Sint.

Dopo un primo botta e risposta ad inizio settimana, dopo la pubblicazione del bilancio consolidato 2017 e l’assemblea dei soci della SINT, di fatto in liquidazione, arriva oggi una nuova risposta dei consiglieri di maggioranza agli attacchi delle opposizioni circa i metodi utilizzati dall’amministrazione comunale per procedere alla messa in liquidazione della partecipata. In particolare, la minoranza chiedeva un consiglio comunale ad hoc sul tema, nonché un confronto con la città prima di prendere qualsiasi decisione sul futuro dei beni immobiliari gestiti da SINT, proprietà appartenenti alla città in quanto beni pubblici.

La prima stoccata va ai consiglieri di opposizione che hanno fatto parte, in qualche modo, anche della passata amministrazione comunale. «Ma i capigruppo di opposizione di oggi, ossia Tina Donnarumma, Eutalia Esposito, Andrea di Martino, Francesco Iovino e Giovanni Nastelli, il 23 marzo del 2017 non erano forse, quelli che ieri, svolgevano lo stesso ruolo di consiglieri comunali a sostegno dell’amministrazione Pannullo, in disparte Andrea Di Martino che ricopriva l’incarico di vicesindaco nonché di assessore al bilancio ed alle partecipate? – chiedono ironicamente  i membri della coalizione amministrativa stabiese comprendente la  Lista Cimmino Sindaco, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Salvini, Solo per Castellammare, Rc/UDC, Adesso Basta - E non sono quelli che, nell’assise comunale del 27 novembre 2017, hanno sostenuto e votato per la delibera 88 che prevedeva, tra l’altro, che nel caso di fallimento dei due bandi, quello del pallone geodetico e dei campi da tennis, il Comune li rilevasse in surroga per coprire la propria esposizione economica nei confronti di Mps, nonostante l’Ente versasse in regime di “dissesto”, e di come questa operazione risultasse impossibile da realizzare, almeno fino al

31 dicembre 2018? E non sono sempre gli stessi che, in quella nefasta giornata del 23 marzo 2017, fecero sgomberare l’aula dalla presenza dei lavoratori termali che contestavano la delibera del project financing, con l’ausilio della forza pubblica? Eppure quei lavoratori volevano solo confrontarsi sul termalismo e discutere, su quel provvedimento che risultava inefficace ed inadeguato, ma nessuna possibilità fu loro data di partecipare ad un tavolo, anzi, per la prima volta nella storia della nostra città, fu usata la forza per “cacciarli” letteralmente fuori dall’aula pur di votare un provvedimento che rappresentò l’inizio della debacle amministrativa di quella giunta di centrosinistra».

«La maggioranza di oggi -  prosegue la loro nota - non vuole sottrarsi al confronto, così come fece l’amministrazione che essi stessi in quel periodo sostenevano, anzi, ritiene che sia necessario confrontarsi e parlarne innanzitutto con i lavoratori, categoria bistrattata, privata del lavoro e mortificata nella dignità avendo lasciato, questi ultimi, senza lavoro, privi di ammortizzatori sociali, a seguito della riforma del Jobs Act, e raggirati sulla presunta presentazione di un progetto Apu con un bando “pezzotto” mai partito dai cassetti della Sint. Resta beninteso che, per poter avere le idee chiare sulla reale massa debitoria che affligge la partecipata stabiese, il commissario liquidatore ha bisogno di tempo per poter dar luogo ad un accertamento economico-finanziario attento e preciso e che, non appena conclusa questa delicata fase, si potrà finalmente procedere al tanto agognato, e reclamato, confronto politico nell’alveo del consiglio comunale, sede naturale e competente per decidere su di una vicenda delicatissima al fine di salvaguardare non solo il patrimonio immobiliare ma in particolare, e soprattutto, il compendio aziendale. Tempo al tempo, proprio per evitare che si possa realizzare quel vecchio detto napoletano che recita: "A gatta, pe gghí ‘e pressa, facette ‘e figlie cecate"».

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domenica 16 settembre 2018 - 08:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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