Bufera politica sulle nomine del consiglio di amministrazione della Gori, ritenute da più parti come "una mera suddivisione di poltrone" tra partiti e fazioni del Partito Democratico.
Il nuovo presidente sarà il professore Michele Di Natale, mentre gli altri componenti sono: Antonio Pentangelo di Forza Italia, Luigi Mennella (in quota Casillo, PD), Raffaele Lucibelli e Gennaro Marasca (in quota Topo, PD). Claudio Cosentino sarà il nuovo amministratore delegato dell’azienda.
A protestare per le scelte fatte sono soprattutto coloro che sono stati lasciati fuori dalle assegnazioni degli incarichi all'interno dell'azienda che gestisce il servizio idrico integrato in Campania.
«Si è scelto di ricorrere a figure con criteri che rispondono a logiche meramente spartitorie, inoltre, non si è rispettato pienamente il ruolo che la legge assegna ai sindaci, che prevede responsabilità e ruolo anche nella scelta degli organi consiliari. Non condividendo tali scelte, chiediamo che si apra una seria discussione sui criteri che le hanno determinate». Questo l'intervento del consigliere regionale dem Gianluca Daniele e del senatore Vincenzo Cuomo sempre del PD.
Pesante anche la presa di posizione di Pasquale Sommese che - insieme a Gioacchino Alfano - è sempre più isolato dal governatore della Campania Vincenzo De Luca. «Qualcuno continua a non capire la gravità dell’episodio. O finge. Non è in discussione la qualità delle persone scelte, senza dubbio di spessore. E’ in discussione un problema istituzionale, che ho posto e che va risolto» ha detto Sommese, presidente della IV Commissione Speciale della Regione Campania. «Con questo frettoloso colpo di mano – spiega Sommese – si depotenzia nei fatti la felice intuizione al centro della legge sul riordino del ciclo delle acque, che affida all
’assemblea dei sindaci il nuovo modello di governance esaltando la partecipazione democratica sulle scelte relative ai servizi di interesse collettivo. Bastava aspettare settembre, data ultima convenuta per costituire l’assemblea dei sindaci, e consentire ad essa di programmare le attività dell’ente gestore. In questo modo invece ai primi cittadini e agli enti locali restano solo gli obblighi di approvare gravosi bilanci e risolvere i disagi e gli esplosivi problemi creati, senza poter incidere sul gruppo dirigente della struttura. Un pericolo che la nostra legge aveva evitato, e che adesso si ripropone, nonostante si tenti di mistificare quanto è accaduto. Questo è il problema istituzionale che si è creato ieri. Perciò ho rivolto un appello al presidente De Luca di dare piena attuazione ad una legge della Regione Campania e al commissario dell’ATO 3 Belgiorno di non prestare il fianco ad operazioni di vecchia memoria».
La vicenda, di riflesso, finisce per toccare anche le vicende politiche stabiesi dove proprio all'interno di Stabia Popolare continuano ad emergere difficoltà. La lista che fa capo a Sommese ed al vice ministro Alfano ha eletto due consiglieri (Eutalia Esposito e Salvatore Ercolano) che negli ultimi giorni sembrano essere molto più vicini a Mario Casillo. Dopo aver determinato la scelta del sindaco a Castellammare di Stabia, il capogruppo in regione Campania del PD ha inciso - insieme a Lello Topo - anche sulle nomine del cda della Gori.
«Mi fa piacere che Sommese contesti i metodi di assegnazione del cda Gori dichiarandosi favorevole all'acqua pubblica - ha commentato polemicamente Pasquale Avella di Stabia Popolare - Pensiero che condividiamo. Ma come mai a Castellammare Sommese appoggia Pannullo e i suoi alleati sindaci pro Gori, mettendo anche un assessore in giunta il cui criterio di scelta non si è ancora capito ?».