L'Assemblea Nazionale del PD ha appena proclamato Matteo Renzi segretario del Partito Democratico, dando inizio al nuovo percorso politico del centrosinistra in Italia, sul solco dell'esperienza già intrapresa dall'ex premier dopo la scissione con una parte della vecchia guardia. Tra i delegati c'è anche l'ex assessore e vicesindaco del Comune di Castellammare di Stabia, Nicola Corrado, eletto nel collegio numero 9 guidato dal sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto. La sua candidatura ha messo daccordo la maggioranza del PD stabiese e oggi Corrado si è recato a Roma per manifestare concretamente il suo sostegno a Renzi.
«Come tanti - sottolinea Corrado - ho fatto battaglia politica per difendere e rafforzare la leadership di Matteo Renzi, semplicemente perché abbiamo bisogno di una leadership forte per affrontare le prossime sfide elettorali e provare ad indicare una strada che ci porti fuori dalle paure, dai rancori e dalle ferite sociali che rischiano di condannare l’Italia a vivere un eterno presente, che si afferma come negazione del futuro soprattutto per le nuove generazioni. Ma questo non basta, non basta una leadership forte, occorre un partito vero, pesante, organizzato sul territorio e soprattutto pensante: un partito che non conta tessere senz’anima ma si apre ai dolori ed alle speranze di tutti quelli che non sopportano le “mille solitudini” nelle quali siamo costretti a vivere. Un partito è questo, è innanzitutto una comunità di affetti, di valori, di pr
ogetto, di orizzonte, di futuro. Questo è il punto da cui ripartire, in particolare a Napoli e nella sua provincia, dove il partito democratico è stretto, quasi strangolato tra un “cattolicesimo gestionista” fondato esclusivamente sull’intermediazione politica di bisogni e petizioni individuali ed il richiamo ad un tardo bassolinismo nostalgico e a tratti rancoroso».
Corrado ripercorre poi il percorso intrapreso negli ultimi mesi e i prossimi obiettivi del Partito Democratico, che ambisce a ripristinare uno stretto legame con la gente comune e a “tornare ad esistere nella realtà”. «Il 10 aprile - ricorda Corrado - insieme a tanti segretari di sezione, a semplici militanti ci siamo dati appuntamento in una vecchia fabbrica di Napoli, la Mecfond, ed abbiamo iniziato a discutere della crisi della democrazia e dei partiti, poi siamo andati nel rione della Sanità per parlare di rigenerazione urbana; alla fine del mese saremo ad Ercolano e poi a Bagnoli: area metropolitana, depurazione del mare, porto, ciclo integrato dei rifiuti, welfare di quartiere e scuola, trasporti e innovazione, guerra alla camorra, sono queste “le tessere” che dobbiamo comporre se vogliamo tornare ad esistere nella realtà. A Roma vorrei condividere questo diario con i tanti giovani, le tante energie elette in assemblea, e dire loro: “non siamo i delegati di questa o quella corrente, siamo i delegati del PD e dobbiamo provare a costruire un grande partito di popolo”».